Finestrini è il titolo della 28ª edizione di Scrittorincittà a Cuneo dall’11 al 15 novembre.
L’idea che ispirerà il festival letterario di Cuneo nasce dalla fusione di due domande, vicine e diverse. La prima è una domanda eterna, che accompagna l’umanità da millenni: verso dove andiamo? È una domanda di senso che la collettività e i singoli individui provano a rispondere ciascuno a modo proprio. Ma Scrittorincittà ne aggiunge subito un’altra. Non solo “dove andiamo?”, ma “cosa guardiamo mentre ci andiamo?”.
“Scrittorincittà – si legge nella nota che spiega la motivazione del tema scelto – si lascerà ispirare dai Finestrini, perché siamo tutti in viaggio. In casa abbiamo le finestre, il treno ha i finestrini. La scuola ha le finestre, il pulmino ha i finestrini. I finestrini nascono per viaggiare. I finestrini sono un confine tra il fuori e il dentro, e metaforicamente sono finestrini anche i volti delle persone. Il poeta Bernard Noël diceva: “Il volto rappresenta sempre la soluzione provvisoria di un confine”.
Una soluzione provvisoria, un mondo in movimento, uno sguardo che si posa sulle cose, un desiderio di prendersene cura: saranno questi gli ingredienti di Scrittorincittà 2026.
“Anche le persone che si spostano per necessità guardano il mondo attraverso dei finestrini. Anche quelle che si spostano per la guerra, per la povertà, per salvarsi. Quante foto abbiamo visto di persone dietro i finestrini delle navi di soccorso, dei pullman che salvano gli sfollati, dei deportati dai regimi? Non sempre dai finestrini passano sguardi felici. Sono finestrini anche gli schermi dei nostri computer, dei nostri televisori, dei nostri smartphone? Forse sì, la tecnologia di oggi è un finestrino digitale. Ma c’è un oggetto intramontabile che rappresenta per scrittorincittà il finestrino più bello tra tutti: il libro”.
“La libreria ha le finestre, i suoi libri sono i finestrini. Proprio così: i libri sono finestrini. Nei libri scorre il mondo, e ogni volta è diverso, e i lettori ci entrano con lo sguardo, con la mente, con sorpresa e commozione. I libri, proprio come finestrini su panorami nuovi, ci attraggono e incuriosiscono, giusto il tempo del loro passaggio davanti a noi.
Chi scrive libri disegna un panorama ogni volta diverso, e i libri sono finestrini perché si aprono e mostrano. Dei finestrini mantengono la forma, e spingono il nostro sguardo verso mondi in movimento, a persone mai ferme, a parole che sfuggono e che si fissano. Se apri un finestrino, lasci entrare aria nuova, più fresca, necessaria. Così se apri un libro”.
“Quando s’inaugura una nuova biblioteca, così come sta succedendo a Cuneo, s’inaugurano le sue finestre, certamente. Ma soprattutto i suoi finestrini”.





