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Lunedì 20 aprile 2026

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Dalla legge sul femminicidio alla norma sul consenso informato

Il quadro normativo della lotta alla violenza contro le donne

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La Guida - Dalla legge sul femminicidio alla norma sul consenso informato

I pilastri normativi della lotta alla violenza contro le donne si fanno risalire alla Convenzione di Istanbul, adottata dal Consiglio d’Europa nel 2011 e ratificata dall’Italia nel 2013 con la legge numero 77: è il primo trattato internazionale vincolante per prevenire e combattere il grave fenomeno.
Il nostro Paese ha introdotto regolamentazioni sempre più stringenti, tra cui la legge numero 119 del 2013 sul femminicidio, il Codice rosso (la numero 69 del 2019), con le importanti modifiche attuate nel 2023, che hanno inasprito le misure cautelari e di prevenzione.

Il Codice rosso (legge 69 del 2019): ha introdotto corsie preferenziali per le denunce di maltrattamenti, stalking e violenza sessuale, oltre a nuovi reati (revenge porn, deformazione dell’aspetto, costrizione al matrimonio), rendendo più severe le pene.

Legge sul femminicidio (119 del 2013): ha introdotto il monitoraggio, le misure di protezione (allontanamento immediato) e il potenziamento dei centri antiviolenza.

Legge 168 del 2023: ha potenziato la sorveglianza speciale, velocizzando l’emissione di misure cautelari come il braccialetto elettronico.

Legge 122 del 2023: ha inserito l’obbligo per il Pubblico ministero ad ascoltare la vittima entro tre giorni.

Reato di femminicidio: la legge numero 181 del 2025 ha introdotto nell’ordinamento italiano il reato autonomo di femminicidio, punendo con l’ergastolo l’omicidio di una donna per motivi di genere, odio, possesso o controllo. La normativa potenzia la tutela delle vittime e inasprisce le pene.

Norma sul consenso informato: si è proposta di modificare l’articolo 609 bis del Codice penale, introducendo il consenso esplicito per il reato di violenza sessuale. Dopo una prima fase di accordo bypartisan, veicolato dalla stessa premier Giorgia Meloni con la segretaria del Pd Elly Schlein, il dibattito si è inasprito. Il testo base del disegno di legge approvato nelle scorse settimane dalla Commissione giustizia del Senato su proposta della senatrice della Lega Giulia Bongiorno ha modificato quello approvato all’unanimità alla Camera nel novembre scorso, introducendo la “volontà contraria” a un rapporto sessuale, e non più il “consenso libero e attuale”.

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