
Dalla tragedia del 2016 alle olimpiadi 2026: 10 anni di forza, coraggio e voglia di vivere. È la storia di Giuliana Turra (46 anni), ostetrica cuneese, che a causa di una caduta durante una gita alpinistica sul Monviso ha dovuto reimparare a vivere, in sedia a rotelle. Dopo l’intervento chirurgica e 9 mesi di riabilitazione all’Unità spinale del CTO di Torino, ha ripreso a lavorare all’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, dove tutt’ora si occupa dell’ambulatorio ostetrico. Da sempre appassionata di vari sport,
Per leggere questo contenuto devi essere abbonato all’edizione digitale de La Guida.
Abbonati qui“La convocazione per le Paralimpiadi è arrivata il 24 dicembre: è stato il più bel regalo di Natale! Arrivare alle Olimpiadi e l’obiettivo di ogni sportivo, ma esserci veramente è più unico che raro!
Curling per amore
Durante i mesi di riabilitazione all’Unità spinale ho provato vari sport tra cui discipline in acqua, tennis e tennistavolo. Poi un giorno, ho conosciuto casualmente Emanuele Spelorzi, che si era recato ad una visita di controllo. A differenza mia era a parecchi anni dall’incidente che lo aveva costretto alla sedia a rotelle e conduceva una vita attiva e disinvolta, all’insegna dello sport. Atleta affermato nel curling, già reduce dalle Paralimpiadi Torino 2006 e Vancouver 2010, con la sua forza e l’entusiasmo mi ha incantata. Proprio in quel periodo, 2017, nella sua squadra cercavano una donna poiché la precedente atleta si era ritirata. Così mi sono proposta, soprattutto per poterlo frequentare! Questo è stato il mio approccio con la nuova disciplina: i primi due anni ho sofferto molto il freddo, poi migliorando la tattica e muovendomi più attivamente, mi sono completamente appassionata.
Strategia e concentrazione
Sono quindi entrata nella quadra di Emanuele, la Disval Aosta, della città dove lui lavora in una palestra inclusiva.
Se inizialmente lo sport era un’occasione per stare insieme, ben presto mi sono entusiasmata: il curling è un gioco in cui strategia e precisione contano ben più della forza; ogni lancio richiede concentrazione ed equilibrio. La squadra è composta da 3 uomini e 1 donna oppure 3 donne e 1 uomo. A ciascun componente sono concessi due tiri e, a rotazione, si svolge il ruolo di skip, il leader tattico che dirige il gioco dalla parte opposta del campo e decide la strategia. Il wheelchair curling, curling in sedia a rotelle, a differenza di quello classico è privo dell’aiuto dello swippatore, che spazza energicamente il ghiaccio davanti alla stone, la pietra, in movimento. Questo rende il gioco ancor più difficile, in quanto non c’è possibilità di correggere il tiro dopo il lancio, che nel nostro caso avviene con un bastone attraverso il quale occorre imprimere la spinta e la direzione.
Allenamento
L’altra complicazione intrinseca al curling è la possibilità di allenamento che si riduce ai mesi da ottobre a fine marzo; poi sarebbe troppo costoso mantenere il ghiaccio, per via delle temperature in aumento. Mi alleno normalmente al palaghiaccio di Pinerolo, costruito in occasione delle Olimpiadi di Torino 2006. Di norma ci si esercita 3-4 giorni a settimana: quattro ore il mercoledì e poi dal venerdì pomeriggio alla domenica siamo in giro a fare competizioni. Da inizio 2026 siamo stati in Norvegia, Scozia, Svezia e Canada e ora ci saranno i Cinque Cerchi. Allenandomi molto il fine settimana, riesco a conciliare lo sport con il lavoro, dove fortunatamente ho colleghe e colleghi splendidi, che mi sono stati vicini in tutti questi anni, spronandomi a non mollare. Per questi eventi della Nazionale, la legge prevede permessi sportivi, che mi consentono di combinare l’attività fisica con la professione. In estate mi rilasso, limitandomi al tennis tavolo, attività che cerco di svolgere tutto l’anno a Verzuolo. Purtroppo, Cuneo non offre molte possibilità sportive per disabili: anche per questo sono stata fortunata a conoscere Emanuele, che vive tra Aosta e Volvera, suo paese di origine e gravitando sul Torinese ho avuto opportunità inimmaginabili nella mia città.
Sanremo e i preparativi olimpici
Quando mi è stata proposta la partecipazione a Sanremo, sono stata molto perplessa e un po’ spaventata dal dover raggiungere un’altra distrazione in questo periodo già colmo di impegni. Poi, anche su consiglio del mio coach, ho riflettuto sull’importanza di esserci per rappresentare la disabilità, connessa allo sport e all’assoluta necessità di accessibilità a 360 gradi. L’incontro con Carlo Conti, Laura Pausini e Achille Lauro è stato molto veloce, ma intenso ed emozionante.
Dal 1° marzo sarò al Villaggio Olimpico, fino al termine dei giochi; ci alleneremo a Bormio, ma soprattutto proseguiremo con la preparazione psicologica e mentale della Fisg, la Federazione Italiana Sport del ghiaccio, che prevede tra l’altro un ridotto uso del cellulare, sana regola per concentrarsi sulla propria vita e attività. La nostra squadra è composta di sette elementi, in quanto le riserve si alternano con i titolari. Sarà presente anche Emanuele, come riserva del doppio misto e condivideremo questa eccezionale esperienza dopo aver partecipato insieme ai campionati mondiali del 2023 e al primo grande slam di curling in Canada nel 2025.
Dalla tragedia, la rinascita
È superfluo dire che i primi mesi dopo l’incidente sono stati molto duri, non privi di rabbia e sconforto, ma il percorso riabilitativo intriso di attività fisica imposto dall’unità spinale è stato fondamentale. A 10 anni di distanza sono felice e consapevole che la vita mi ha regalato tantissime opportunità che senza quell’incidente non avrei avuto: non sarei mai salita sul palco dell’Ariston, né tantomeno sarei arrivata alle Olimpiadi, e non avrei avuto la possibilità di girare il mondo, come ho fatto grazie a competizioni nazionali e internazionali di wheelchair curling. Ho dovuto per forza cambiare molte cose nella mia vita, a partire dalla patente che ho dovuto riprendere dapprima per l’inversione dei pedali e poi un’altra volta per sentirmi più sicura con i comandi al volante; ho cambiato prospettiva su molte priorità, ma è stata una piacevole rinascita, che mi ha circondata di tante persone bellissime, costantemente al mio fianco, in primis la mia famiglia”.
Il tifo della famiglia, amici e colleghi sosterrà la squadra di Giuliana che gareggerà: il 7 marzo alle 18:35 Italia–Canada; 8 marzo 9:35 Italia-Cina; 8 marzo 18:35 Usa–Italia; 9 marzo 9:35 Slovacchia-Italia; 10 marzo 9:35 Gran Bretagna-Italia; 10 marzo 18:35 Italia-Norvegia; 11 marzo 20:05 Italia-Svezia; 12 marzo 13:35 Italia-Lettonia; 12 marzo 18:35 Corea-Italia; seguiranno, il 13 marzo alle 10:05 le semifinali, alle 18:34 il bronzo e il 14 marzo alle 15:05 l’oro, a cui l’augurio è di arrivare!

Giuliana Turra e la squadra olimpica

Giuliana Turra in un’azione di gioco[/contenuto_in_abbonamento





