Il processo per il cantiere del Tenda bis finisce con un tutti assolti. Non ci sarà infatti un appello contro la sentenza, in fatti la procura generale della corte d’Appello ha rinunciato a impugnare il verdetto del giudice Elena Rocci, nei confronti dei quindici imputati di frode nelle pubbliche forniture, truffa e falso ideologico. L’indagine della guardia di finanza di Cuneo aveva portato nel maggio 2017 al sequestro del cantiere di Limone Piemonte e alla revoca del contratto di appalto con la Grandi Lavori Fincosit.
Per il furto di almeno 212 tonnellate di ferro dal cantiere sono finiti a processo a Cuneo l’allora direttore dei lavori Antonio Froncillo e quattro capi cantiere e operai. Il processo torinese riguardava invece la presunta frode ai danni dello Stato e la falsificazione degli stati di avanzamento lavori (Sal) e vedeva alla sbarra, insieme ai cinque dipendenti dell’azienda accusati dei furti, altri dieci tecnici di Grandi Lavori Fincosit e funzionari Anas. Nel gennaio dello scorso anno il giudice ha dichiarato prescritti i falsi e assolto tutti gli imputati per le altre accuse perché il fatto non sussiste. Tra le parti civili costituite figuravano il ministero dei trasporti, il Comune di Limone Piemonte e l’Anas, quest’ultima anche in veste di responsabile civile.
La prossima settimana si attende l’appello bis per i furti sul cantiere. In primo grado tutti gli imputati erano stati condannati a pene fino a quattro anni. In appello l’accusa era stata derubricata in appropriazione indebita e dichiarata improcedibile in assenza di querela. La cassazione ha poi annullato il verdetto e disposto un nuovo processo.





