Tra la nomina del nuovo direttore dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle Franco Ripa e la convocazione del consiglio comunale speciale dedicato al nuovo ospedale di Cuneo, covocato per lunedì 2 marzo, il futuro della sanità cuneese continua a tenere banco nelle discussioni politiche.
“Ricevendo l’invito al Consiglio comunale di Cuneo ho provato insieme sollievo e preoccupazione – scrive in una nota il consigliere regionale Mauro Calderoni (Pd) -. Sollievo, perché finalmente l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, il commissario dell’Aso Livio Tranchida, nonostante il suo incarico sarà nel frattempo giunto a scadenza, e il direttore della Sanità regionale Antonio Sottile riferiranno in una sede istituzionale, davanti al Consiglio e alla città, e non in conferenze stampa preconfezionate. Preoccupazione, perché dopo la pazienza e il senso di responsabilità dimostrati dalla sindaca Manassero a nome dell’intera comunità cuneese, e alla luce del ricorso annunciato al Consiglio di Stato, che apre una fase carica di ulteriori incertezze, non sarebbe accettabile che questo passaggio si trasformasse nell’ennesima passerella fatta di annunci. L’hub di Cuneo non riguarda solo il capoluogo. Riguarda un’intera provincia. Non è una questione di bandiere o di equilibri politici: è una questione di diritto alla salute. Per questo servono date certe, risorse stanziate nero su bianco, cronoprogrammi verificabili, obiettivi misurabili. Dopo sette anni di governo Cirio non è stata posata una sola “prima pietra” di nessuno degli ospedali del piano edilizio sanitario e Cuneo non risulta nemmeno tra quelli prioritari. Non ci sono più alibi. Non sono più accettabili rinvii continui, versioni che cambiano, dichiarazioni che si smentiscono. La sanità pubblica è il cuore del patto tra istituzioni e cittadini. È tempo di chiarezza, di verità sui tempi, di responsabilità assunte fino in fondo. I cittadini meritano rispetto. E il rispetto si dimostra con i fatti”.





