Dopo il suo arresto per droga a giugno 2021, i Carabinieri gli avevano sequestrato i sei cellulari utilizzati per tenere i contatti con i suoi clienti. Nelle memorie dei telefoni di F. P., cittadino albanese, gli inquirenti trovarono anche foto che ritraevano il fratello e un altro soggetto incappucciato con in mano delle pistole. Alcune erano state scattate sull’auto di F. P., altre nell’appartamento di Verzuolo dove all’epoca vivevano i due fratelli: in una in particolare era presente un uomo incappucciato che puntava una pistola fuori dalla finestra. Sullo sfondo erano visibili un tavolino, un tappeto e le tende della finestra che poi i militari trovarono a casa di F. P. quando a novembre di quello stesso anno venne disposta una perquisizione ai due fratelli. F. P. era andato a vivere a Manta, il fratello si invece trasferito in Lombardia; a casa sua i militari trovarono una pistola giocattolo diversa da quella inquadrata nelle foto. A casa di F. P. non c’erano pistole; i Carabinieri trovarono però il tavolino, le tende e il tappeto dell’alloggio di Verzuolo, oltre a capi di abbigliamento riconducibili alle immagini. In un cassetto del soggiorno c’era poi un tirapugni e per questo F. P., che nel frattempo è stato condannato per la droga e sta scontando un pena alternativa alla detenzione in carcere, venne rinviato a giudizio con l’accusa di detenzione illegale di armi. All’esito dell’istruttoria il pubblico ministero ne ha chiesto l’assoluzione per quanto riguarda la pistola, dato che anche se gli arredi della stanza erano gli stessi trovati a casa sua, non era possibile dimostrare con certezza che quella fosse una pistola vera e che fosse effettivamente lui l’uomo incappucciato che la teneva in mano. Diverso invece il discorso per il tirapugni, classificato come arma propria e la cui detenzione va denunciata alle autorità, che l’imputato aveva dichiarato essere suo. Per questo motivo l’accusa ha concluso con la richiesta di condanna a nove mesi di arresto sostituiti con un decreto di espulsione dal territorio italiano. La difesa ha invece chiesto l’assoluzione anche per il tirapugni, il cui possesso da solo non giustificherebbe una richiesta di condanna così alta. La sentenza è stata rinviata al 2 marzo.





