Si è concluso con due condanne il processo ai quattro uomini accusati di lesioni aggravate e minacce per i fatti accaduti nel dehors di un bar sei anni fa, alla fine di febbraio 2020, prima dell’entrata in vigore del lockdown per il Covid. La sera del 29 febbraio quattro amici si erano recati al bar per un ultimo drink dopo aver cenato insieme. Nel dehors del locale l’incontro fra uno dei quattro amici e E. X. che era nel locale insieme al cugino K. X. e altre due persone. “Avevo preso il mio drink ed ero uscita fuori dove ho visto il mio amico parlare con un uomo claudicante – aveva riferito la testimone e amica del ragazzo ferito -, una conversazione all’inizio tranquilla che però poi si è riscaldata: quando il mio amico è tornato verso di me l’altro si è fatto più aggressivo e lui girandosi lo ha fermato con un mano, l’altro deve aver perso l’equilibrio ed è caduto”. Vedendo l’amico a terra si scatenò l’ira degli amici che erano con E. X. e partirono pugni, calci, lanci di bottiglie, pezzi di cemento delle fioriere e posacenere. Dal locale era intanto uscito un altro amico del giovane aggredito e anche lui venne colpito dagli altri. Quando intervenne il terzo amico gli altri due erano ancora lì, “uno era a terra colpito a calci e pugni, l’altro si stava legando una cintura alla gamba per fermare il sangue. È lui la parte civile costituita in giudizio e poi risarcita, che riportò le ferite più gravi a una coscia, con lesioni di un legamento, e più leggera alla pancia. A E. X., suo cugino K. X. e a S. F. era contestata l’accusa di lesioni aggravate dall’uso di coltelli e per loro il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi di reclusione. A S. F. e lo zio K. D. era stata contestata anche la minaccia nei confronti del gestore del bar: a fine serata, quando tutti erano ormai andati via e il proprietario stava ancora pulendo il dehors teatro dell’aggressione, i due lo avrebbero avvicinato e S. F. gli avrebbe detto di non raccontare a nessuno di quello che era avvenuto lì poco prima. In aula il gestore non aveva riconosciuto l’imputato e i due sono stati assolti dall’accusa. S. F. è stato anche assolto dall’accusa di rissa così come riqualificata dal giudice, che ha invece condannato E. X. e K. X. al pagamento di una multa di 300 euro.





