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Venerdì 6 marzo 2026

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Sede della Polizia Locale nella stazione: “La sicurezza non si fa con le divise”

Cuneo per i Beni Comuni interviene sulla proposta di Vincenzo Pellegrino di spostare la sede della Polizia Locale nell'edificio della Stazione. "Il palazzo della stazione potrebbe essere molto di più di un presidio istituzionale"

Cuneo

La Guida - Sede della Polizia Locale nella stazione: “La sicurezza non si fa con le divise”

“La sicurezza non si fa con le divise ma con la socializzazione degli spazi”. Cuneo per i Beni Comuni interviene sul dibattito aperto dalla proposta di Vincenzo Pellegrino, capogruppo di Cuneo Centro Lista Civica, di spostare la sede della Polizia Locale (oggi in palazzo San Giovanni) nell’edificio oggi in gran parte inutilizzato della Stazione di Cuneo.

“Sarebbe una scelta forte e cambierebbe il volto a quell’area della città. Serve un confronto serio con Rfi – ha detto Pellegrino – La vera scelta è questa: limitarci a sistemare spazi o avere il coraggio di trasformare davvero un’area critica in un punto di forza per Cuneo? Una posizione, noi di Centro per Cuneo – Lista Civica, l’abbiamo presa, ora dite la vostra”.

Il gruppo di opposizione Cuneo per i Beni Comuni non ha perso tempo e espresso la sua posizione: “Noi vorremo sottolineare che la sicurezza non coincide con l’aumento delle divise o con la trasformazione di ogni spazio critico in un presidio di controllo. La sicurezza vera nasce dalla presenza, dalle relazioni, da spazi abitati, aperti, condivisi. Il palazzo della stazione potrebbe essere molto di più di un presidio istituzionale. Potrebbe diventare uno spazio vivo per associazioni, terzo settore, giovani, realtà culturali e sociali. Uno spazio libero da riempire di contenuti, progettualità e iniziative. Questa è sicurezza: una comunità che si riappropria dei propri luoghi, che li anima, che li rende accessibili e accoglienti. Rigenerazione urbana significa rimettere in circolo energie sociali, non limitarsi a spostare funzioni amministrative. Significa investire in politiche giovanili, cultura, welfare di comunità, economia sociale. Significa costruire opportunità. C’è un dato che non può essere ignorato: in quattro anni questo governo della città non è riuscito nemmeno a far riaprire il bar della stazione. Prima di immaginare grandi operazioni simboliche, sarebbe opportuno dimostrare di saper restituire alla città servizi essenziali e spazi di socialità di base. Cuneo non ha bisogno di retorica emergenziale né di scorciatoie comunicative. Ha bisogno di politiche urbane lucide, capaci di leggere i dati e di intervenire sulle fragilità senza trasformarle automaticamente in una questione di ordine pubblico. La sicurezza non coincide con il decoro né con l’inasprimento delle sanzioni: è una condizione collettiva che si costruisce garantendo diritti, lavoro, casa, servizi e spazi di socialità”.

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