“Nella corsa gli ultimi non sono certo meno degni dei primi. Anzi, per certi aspetti lo sono anche di più. Arrivano fino in fondo correndo molte ore in più di quelli che sono in testa. Arrivano fino in fondo anche se sanno fin dall’inizio che non avranno mai una medaglia al collo”. Così scrive Marco Olmo nel libro “Il corridore”.
Un pensiero che abbraccia tutto il mondo dello sport e che torna in mente in particolar modo in questi giorni di Olimpiadi. Giorni di medaglie ma ancora di più di storie da raccontare. Tra queste ha fatto il giro del mondo (anche grazie alla copertura televisiva) quella di Regina Martinez Lorenzo, atleta messicana di sci di fondo allenata, a titolo gratuito, dal campione bovesano Emanuele Becchis al pari del connazionale Allan Corona e del libanese Samer Tawk. Una collaborazione nata grazie a rapporti di amicizia maturati all’interno dei Fis Devolopment Camps. Si tratta di allenamenti promossi dalla Federazione Internazionale Sci e Snowboard volti a formare atleti ed allenatori in tutto il mondo, anche nelle zone più remote. In qualità di allenatore, Becchis ha così avuto modo di sfilare con il Messico durante la cerimonia di inaugurazione andata in scena venerdì 6 febbraio.
Nella 10 km tl di giovedì 12 febbraio la Martinez Lorenzo, classe 1992, ha chiuso in 108^ e ultima posizione nella prova dominata dalle svedesi Frida Karlsson ed Ebba Andersson davanti alla statunitense Jessie Diggins. Di oltre 11’ minuti il distacco dalla vincitrice. Ma proprio sul traguardo è emerso lo spirito che anima i Giochi. Ad attendere Regina, sono state proprio le “Regine” della prova. Karlsson, Andersson e Diggins hanno voluto rendere merito alla fatica e all’impegno dell’atleta guidata da Becchis per una scena che, immortalata dalle telecamere della regia internazionale, ha emozionato e commosso il mondo intero.
In particolar modo, significativo dello spirito di fratellanza su cui si basano le prove olimpiche, il caloroso abbraccio con l’atleta statunitense. Quest’ultima ha anche aiutato la compagna di fatiche a togliere gli sci prima di stringersi nuovamente per celebrare la conquista del traguardo. Il gesto di chi, nel pieno rispetto delle origini dei Giochi costruisce ponti di pace ed amicizia laddove la politica ha realizzato (anche fisicamente) muri e divisione.
L’interesse mediatico scatenato dalla scena ha permesso di fare conoscere al mondo la favola dell’atleta messicana. Dietro quel “ce l’ho fatta!” pronunciato al traguardo con gli occhi colmi di emozione e sorpresa per il ricco “parterre de roi” che l’attendeva, c’è infatti una storia fatta di determinazione e sacrificio.
“Regina Martinez Lorenzo – racconta Becchis – è medico di pronto soccorso a Miami. Proprio a Miami, durante le vacanze di Natale del 2022, l’ho incontrata per iniziare la collaborazione. Abbiamo mosso i primi passi della tecnica sulle spiagge assolate della Florida. Il fatto che le tre campionesse l’abbiano attesa al traguardo è stato per tutti una grande emozione. Il giusto premio per il coronamento di un sogno autofinanziato. Sono orgoglioso di quanto Regina, Allan e Samer (giunti rispettivamente in 105^ e 107^ posizione nella gara di venerdì 13) hanno saputo fare”.
Il fatto che, nonostante gli immancabili (ma in netta minoranza) haters, i social abbiano fatto diventare virale la scena dell’arrivo dell’atleta messicana è la perfetta sintesi del motto Olimpico. “Citius, altius, fortius – communiter” (Più veloce, più alto, più forte – insieme).

l’arrivo di Regina Martinez Lorenzo

Allan Corona, Emanuele Becchis e Regina Martinez Lorenzo

Samer Tawk con Emanuele Becchis

La delegazione del Messico alla sfilata nella cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici. Emanuele Becchis è il primo da sinistra

la preparazione sulla spiaggia di Miami





