L’associazione Non una di meno Cuneo organizza domenica 15 febbraio alle 15 in largo Audifreddi un presidio per protestare contro l’ultima formulazione del Ddl stupri, che ha adottato il testo proposto dalla senatrice della Lega Giulia Bongiorno, che introduce la volontà contraria (il dissenso) a un rapporto sessuale, al posto del consenso libero e attuale previsto nella precedente formulazione.
“Non è un semplice tecnicismo giuridico – scrivono le organizzatrici del presidio – ma una scelta politica precisa, pesantemente peggiorativa dell’attuale legge contro la violenza di genere e sessuale e che calpesta la Convenzione di Istanbul, ovvero i fondamenti di ogni impianto normativo sulla violenza. Se questo DDL diventerà legge, avrà profonde ricadute sulla materialità delle nostre vite: decidere come deve essere dimostrata una violenza sessuale significa decidere anche che cos’è violenza, chi detiene il diritto sui corpi, chi può essere creduta, chi invece viene sistematicamente protetto”.
“Significa – proseguono – aprire le porte ad una normalizzazione sempre più ampia della violenza sessuale in un contesto culturale e politico che colpevolizza le donne e le soggettività dissidenti per quello che subiscono, esercita una violenza istituzionale sempre maggiore nei confronti delle persone trans e non binarie, sdogana gli abusi maschili e di potere ad ogni livello della società. Significa moltiplicare la violenza secondaria che chi denuncia già oggi vive nelle aule di tribunale. Significa spingere sempre più donne e soggettività nel climax di violenza che ci consegna centinaia di femminicidi, lesbicidi e transcidi ogni anno. Come transfemministe non possiamo permettere che questa legge venga approvata. Non accettiamo che lo Stato istituzionalizzi la violenza sessuale. Insieme, nelle strade, nelle piazze, nelle assemblee, insieme alle nostre amiche, abbiamo deciso di essere il grido collettivo di tutti quei “no” detti e non rispettati, ma anche di quelli che da sole non siamo riuscite a dire. Senza consenso è stupro. Organizziamoci insieme”.





