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Martedì 17 marzo 2026

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Gioco d’azzardo e mafie: l’allarme di Pd, Avs e 5S per il Piemonte

Dalle opposizioni in Consiglio Regionale viene chiesta una presa di posizione forte e una revisione della normativa

Torino

La Guida - Gioco d’azzardo e mafie: l’allarme di Pd, Avs e 5S per il Piemonte

La discussione in Consiglio Regionale, dove si è tenuta l’audizione di Libera per il rapporto Azzardomafie, ha portato in primo piano la questione del gioco d’azzardo, con forti prese di posizioni dalle opposizioni, con il Partito Democratico e con Avs.
Pd: “Numeri preoccupanti: si riapra la discussione per una nuova legge regionale”
“Il quadro che emerge dal nuovo rapporto Azzardomafie è fortemente negativo per l’Italia e, in particolare, per il Piemonte. Ci sono elementi di criticità sia per quanto riguarda il tema della legalità, ma anche per la salute dei cittadini”. È il commento di Domenico Rossi, presidente della Commissione Legalità e segretario regionale del Partito Democratico, a margine dell’audizione dell’associazione Libera Piemonte in commissione. “Ancora una volta – aggiunge – dobbiamo dire grazie a Libera per aver acceso un faro su un tema importante per la salute dei cittadini.
Secondo il rapporto nella nostra regione si giocano 9 miliardi e mezzo di euro l’anno con una distribuzione che favorisce il gioco online rispetto a quello fisico (5,25 miliardi contro 4,25) rendendo più difficile il controllo e più alto il rischio di dipendenza. “Un quadro a cui dobbiamo aggiungere che, secondo quanto riportato nel rapporto, la nostra regione, con 9 unità, è la prima del Nord per numero di clan attivi nel settore” aggiunge il presidente della Commissione legalità. “In altre parole – prosegue Rossi – il Piemonte è una regione ad alta esposizione e a bassa protezione e questo si traduce in più giocatori patologici, più famiglie in difficoltà, un’esplosione del gioco online oltre a una criminalità che trova anche nel gioco legale un canale comodo e redditizio”.
Una situazione critica che la legge regionale in vigore non contribuisce a migliorare. Nella classifica di Libera il Piemonte è finito nelle ultime posizioni  con soli 4 indicatori verdi su 8, contro gli 8 della Toscana o del Friuli Venezia Giulia. “Questo rapporto conferma quello che abbiamo denunciato per anni: lo smantellamento della legge regionale del 2016, voluto dalla maggioranza di centro-destra è stato un errore drammatico, così come lo è stato bocciare la proposta di legge popolare sul tema” sottolinea Rossi. “Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un abbassamento delle tutele e un allentamento dei controlli a cui non sono seguiti adeguati investimenti su prevenzione e servizi a sostegno dei cittadini e di chi finisce vittima della piaga della dipendenza da gioco o del sovraindebitamento. Possiamo fare meglio ispirandoci alle altre regioni, anche di centro-destra, o tornando a quanto previsto dalla legge precedente” afferma il consigliere Dem.
“Il Piemonte aveva una norma avanzata, frutto del lavoro con associazioni, Sindaci, scuole e realtà sociali. Aveva generato risultati positivi, ridotto le slot in luoghi sensibili, limitato l’accesso dei più vulnerabili. La maggioranza di centro-destra ha scelto di smontarla in nome di una liberalizzazione che ha prodotto esiti negativi” spiega Rossi.
“Per questo motivo – conclude il presidente della commissione legalità – è fondamentale non abbassare la guardia su un tema che colpisce la nostra economia e conseguenze sociali devastanti soprattutto per le fasce più deboli. Serve un approfondimento in commissione sanità sugli aspetti legati alle dipendenze, ma, soprattutto, va riaperta la discussione sulla legge regionale, prendendo atto che la contro-riforma voluta dalla destra non ha funzionato. Ripartiamo dalla proposta di legge costruita da comuni ed enti del terzo settore. Contiene tutti gli elementi necessari per costruire una norma moderna ed efficace. La ripresenteremo nei prossimi giorni per porre il tema tra le priorità dei prossimi mesi. Rimettiamo al centro salute dei cittadini e legalità”.
Pd: “La lotta alle mafie e la difesa della dignità del lavoro devono diventare una priorità vera della politica piemontese”
“Questa mattina si è riunita in Consiglio regionale la Commissione permanente per la promozione della cultura della legalità e il contrasto ai fenomeni mafiosi, con un programma di lavoro particolarmente significativo e attuale. La seduta ha, infatti, previsto l’audizione dell’Associazione Libera Piemonte per un approfondimento del dossier “Azzardomafie”, dedicato ai legami tra gioco d’azzardo e criminalità organizzata, e un incontro di approfondimento sul tema dello sfruttamento lavorativo, con particolare attenzione al settore agricolo, insieme a Legacoop Piemonte e Confcooperative. Un lavoro importante e concreto che affronta due temi di grande rilevanza: la penetrazione mafiosa nell’economia legale e le forme di caporalato e abuso che colpiscono i lavoratori più fragili.
“Di fronte all’importanza del confronto colpisce, negativamente, la presenza di due soli Consiglieri regionali della maggioranza che contrasta con la nutrita presenza delle minoranze di centrosinistra. Questa assenza parla da sola” dichiarano i consiglieri del Gruppo PD.
“La destra – prosegue la nota – brilla ancora una volta per la propria incoerenza: quando si tratta di affrontare veramente, nelle sedi preposte, legalità e sfruttamento evita il confronto e si dimostra distratta e poco presente”.
Il Partito Democratico ribadisce il proprio impegno per una Regione che non abbassi la guardia: “Non può esserci sicurezza senza legalità, altrimenti diventa uno slogan vuoto. Colpire la malavita organizzata significa garantire la sicurezza ai cittadini dei nostri territori e, soprattutto, alle fasce più fragili della popolazione, come gli anziani. Il gioco d’azzardo consente alle mafie di riciclare i proventi del traffico di droga e di tenere sotto controllo i territori, dove esercitano i loro traffici illegali”.
“Continueremo a essere in prima linea – conclude il Gruppo PD – perché la lotta alle mafie e la difesa della dignità del lavoro non possono essere lasciate alla buona volontà di pochi, ma devono diventare una priorità vera della politica piemontese”.
Avs: “Giunta Cirio contribuisce ad ampliare disuguaglianze, si torni alla legge del 2016”
L’audizione in commissione di Libera Piemonte per la presentazione del dossier “Azzardomafie”, in cui erano peraltro presenti soltanto tre esponenti del centrodestra, conferma un dato drammatico: il Piemonte, invece di andare avanti, ha fatto un passo indietro nel contrasto al gioco d’azzardo patologico che sta avendo conseguenze devastanti nella nostra Regione.
La legge regionale del 2016, valutata sulla base di 9 criteri qualificanti nel dossier presentato, aveva ottenuto 8 “semafori verdi”. Oggi, con la legge regionale n. 19 del 2021, gli indicatori con valutazione positiva sono scesi a 4. Un arretramento netto che segnala un indebolimento degli strumenti a disposizione per affrontare una vera piaga del nostro tempo.
Il giocato fisico in Piemonte ammonta a 4,3 miliardi di euro, che sommati ai 5,2 raccolti dall’online fa toccare la cifra dei 9,5 miliardi nel 2024 e la spesa media annua in gioco d’azzardo ha ora superato i 2.200 euro pro capite, bambini compresi.
Si tratta di un fenomeno che incide direttamente sul benessere psico-fisico ed economico delle persone e delle famiglie e che colpisce in modo particolare le condizioni di fragilità, pur attraversando trasversalmente tutti i livelli sociali. Come ricordato nel corso dell’audizione, l’azzardo è spesso definito “la tassa sulla povertà”: a pagare di più sono proprio coloro che hanno meno.
A questo si aggiunge l’impatto della criminalità organizzata. Il settore del gioco d’azzardo rappresenta uno dei canali più redditizi per le mafie, con margini elevatissimi che favoriscono riciclaggio e infiltrazioni nell’economia legale. In Piemonte la presenza di organizzazioni criminali che utilizzano il gioco come leva di controllo economico è ormai un elemento strutturale. Sono nove i clan coinvolti nel gioco d’azzardo in Piemonte, tra i numeri più alti in Italia. Come riportato nel dossier le mafie approfittano dei giocatori affetti da ludopatia, li conoscono e li avvicinano, concedendo prestiti a tassi usurari. Si genera così un circolo vizioso, in cui la dipendenza economica dai clan si somma alla dipendenza dal gioco.
I dati del report di Libera dovrebbero fare impallidire la Giunta Cirio e la maggioranza piemontese: tutte le loro chiacchiere su legalità e sicurezza si schiantano di fronte a questo dramma sociale, frutto di una precisa scelta politica.
La Giunta Cirio ha cancellato nel precedente mandato la legge regionale sul gioco d’azzardo n. 9 del 2016, l’unica che aveva saputo contrastare il fenomeno, facendo risparmiare ai e alle piemontesi oltre 200 milioni di Euro. Come abbiamo sempre detto, la nuova legge approvata nel 2021 è una liberalizzazione di fatto del gioco d’azzardo e un vero e proprio favore alle lobby del gioco.
Oltre 12.000 cittadini piemontesi avevano firmato per la proposta di legge di iniziativa popolare che riportava ai parametri del 2016, archiviata in dieci minuti dalla destra nella precedente legislatura.
Ci aspettiamo che la maggioranza non resti sorda a questi problemi e abbia il coraggio rimediare all’errore fatto, mettendo la salute e la fragilità economica della popolazione piemontese al primo posto rispetto agli interessi delle lobby del gioco d’azzardo. Noi faremo la nostra parte, anche a fronte dell’appello fatto da Libera, Arci, Acli e tante altre associazioni nello scorso mese giugno, per riaprire la discussione sulla modifica della legge regionale, i cui risultati sono fallimentari. Non possiamo contribuire ad ampliare la forbice delle disuguaglianze sociali. Dobbiamo invece tornare a scrivere una legge capace di essere un modello, tornando alla norma del 2016 e guardando alle migliori pratiche adottate intanto in altre regioni.
Il Piemonte era stato un riferimento nazionale. Oggi serve il coraggio di invertire la rotta.
5S: “Contrasto assente, si apra subito il confronto per la nuova legge”
“L’audizione di questa mattina – rilancia Pasquale Coluccio, consigliere regionale M5S – in Commissione Legalità dell’associazione Libera con Maria José Fava, della direzione nazionale, per la presentazione del dossier “Azzardomafie”, ha rappresentato un’occasione importante per fare il punto sul gioco d’azzardo in Piemonte e sulla necessità di riaprire il dibattito sulla legge regionale di contrasto alla ludopatia.
Il dossier evidenzia l’inadeguatezza dell’attuale impianto normativo, approvata dal Centrodestra nel 2021. Una legge che non contrasta in maniera efficace il gioco patologico, a differenza della precedente normativa del 2016, votata all’unanimità dalle forze politiche, che aveva permesso di ridurre i volumi di gioco, le perdite dei cittadini piemontesi e gli accessi ai Serd.
Secondo l’analisi condotta da Libera (tenendo conto di numerosi fattori), il Piemonte è al penultimo posto in Italia per quanto riguarda le norme di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Tra le criticità maggiori, l’esiguo numero dei posti individuati come luoghi sensibili per il “distanziometro”, l’assenza di retroattività della norma (che regola solo le nuove licenze, non gli apparecchi già attivi), la mancanza di incentivi e agevolazioni di carattere fiscale per gli esercizi che scelgono di dismettere le slot machine.
La Giunta Cirio, sul tema, continua a fare orecchie da mercante. Dopo aver cestinato la proposta di legge di iniziativa popolare voluta da Libera e dal mondo dell’associazionismo (supportata da oltre 12mila firme), non ha mosso un dito.
Per questo motivo ho deciso di presentare una mia proposta di legge, che prevede di reintrodurre le previsioni normative della legge del 2016. Regole che – lo ribadiamo nuovamente – avevano permesso di portare a casa risultati positivi nel contrasto al gioco d’azzardo patologico.
Mi appello a tutte le forze politiche: si riapra subito la discussione sulla legge regionale. È lo strumento più importante che abbiamo per porre un argine alla ludopatia”.

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