
La pazienza non è uno dei punti di forza della vita odierna. Sempre di corsa, assillati da bisogni instillati dall’industria mediatica. La pazienza si ritrova relegata nell’ambito di quegli atteggiamenti remissivi e, in ultimo, perdenti che nessuno vorrebbe assumere. Nessuno la ritiene compagna di viaggio ideale.
Questo libro va dunque controcorrente già dal titolo. Capovolge i termini della questione: la pazienza non è stare fermi ad aspettare. Invece è atteggiamento di chi, di fronte a una situazione che infrange un ordine ritenuto ideale per il personale equilibrio, sa affrontarlo, comprenderlo e, se possibile, modificarlo. La pazienza ha qualcosa di costruttivo, sa guardare al futuro senza ripiegarsi nel presente.
Non per nulla l’autore vede nel contadino o nel monaco certosino le incarnazioni simboliche di questa virtù. Esistenze che fanno i conti con il tempo e i suoi ritmi, che con operosa pazienza affrontano il quotidiano “seminando”.
Con uno stile sobrio ed efficace, il libro invita a riflettere su questa virtù da diversi punti di vista. E se, dopo aver chiarito alcune coordinate, mette l’accento sulla prospettiva dello sguardo di Dio, è perché ne fa l’orizzonte in cui muoversi per capire la pazienza richiesta e sperimentata dall’uomo come creatura.
La casistica che l’autore mette sul tavolo è varia cercando di ricomprendere gli ambiti della vita e le risposte che si danno. È da apprezzare che prima di parlare delle relazioni con gli altri, situazione dove il senso comune direbbe che più di altre mette a dura prova la pazienza, l’autore ponga un capitolo dedicato alla pazienza verso se stessi. Sapersi accettare è la condizione per una disposizione d’animo aperta. Riconciliarsi con sé non è solo esercizio di autostima. È accogliere i propri limiti per viverli in serenità e così disporsi a migliorarli.
Le lamentazioni sono sport in cui tutti eccellono. Tuttavia sono l’ossigeno di cui si nutre la passività, il crogiolarsi nell’autocommiserazione e aprono al fallimento. Anche in questo caso la pazienza può operare come condizione che invita a riflettere, a dare il tempo necessario per guardare i fatti e magari affrontarli.
Osservazioni che vengono proposte anzitutto alla meditazione. L’autore sollecita questo prendersi tempo per pensare attraverso lunghe citazioni alla fine di ogni capitolo. Non pretendono di essere insegnamenti, bensì inviti a riflettere, a esercitare la pazienza del confronto con chi impone la propria esperienza.
La pazienza è la virtù dei forti
di Emiliano Antenucci
Editrice Città Nuova
euro 15





