
In epoca romana, l’aumento di popolazione nel territorio piemontese fu reso possibile anche attraverso l’immigrazione di migliaia di coloni, sovente veterani dell’esercito romano quando lasciavano il servizio militare. Gli abitanti erano liberi cittadini, o schiavi o liberti, schiavi ai quali il padrone aveva concesso la libertà.
Dall’anno 49 a.C. agli uomini liberi e ai liberti era stata concessa la cittadinanza romana e le città erano diventate Municipi, con una discreta autonomia amministrativa e con proprie magistrature di autogoverno, nell’ambito della legislazione statale.
Le principali città
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