Il Carnevale di Dronero 2026, promosso dalla Pro Loco di Dronero con il patrocinio della Città di Dronero, entrerà nel vivo domenica 1° febbraio con l’investitura ufficiale delle maschere alle 11.30 presso il Comune di Dronero. Nel ruolo di Dragun, figura centrale della tradizione carnevalesca dronerese, è stato confermato Stefano Barbero , accanto a lui, la Dragunetta sarà la giovane Martina Boglione, che raccoglie il testimone di Silvia Demaria.
Nel pomeriggio, a partire dalle 14.30, spazio alla tradizionale sfilata dei carretti e dei gruppi mascherati, uno dei momenti più attesi e partecipati dell’intera manifestazione. Nei giorni successivi la festa continuerà a muoversi sul territorio: sabato 7 febbraio alle 9 il Carnevale farà visita alle case di riposo della Valle Maira, mentre giovedì 12 e venerdì 13 febbraio alle 8.30 sarà la volta delle scuole dell’infanzia e primarie, portando musica, colori e allegria anche tra i più giovani. Sabato 14 febbraio alle 9.00 il Carnevale raggiungerà le case di riposo di Dronero, confermando l’attenzione verso tutte le fasce d’età. La giornata conclusiva sarà proprio sabato 14 febbraio, con un doppio appuntamento: nel pomeriggio, dalle 14 alle 18, una grande festa dedicata ai bambini, arricchita dalla partecipazione del Mago Trinchetto, mentre in serata andrà in scena il grande evento del Carne- vale di Dronero 2026 presso il Merengue, momento finale di una manifestazione che continua a rinnovare, anno dopo anno, il senso di comunità e appartenenza della città.
La storia
Le origini del Carnevale dronerese sono antiche. Le ricostruzioni storiche ricordano come la città celebrava il Carnevale già a metà Ottocento, ben prima della nascita delle sfilate organizzate in senso moderno. Si trattava di una tradizione popolare profondamente intrecciata alla vita sociale del paese, fatta di momenti di aggregazione, travestimenti e ritualità collettive che scandivano il calendario invernale.
La prima sfilata ufficialmente documentata risale al 4 marzo 1922, come riportato dal giornale dell’epoca “Il Progresso delle valli Maira e Grana”. In quell’occasione a percorrere le vie di Dronero fu un unico carro raffigurante un castello, probabilmente quello cittadino, trainato da buoi: un’immagine semplice ma fortemente simbolica, che segna l’avvio del Carnevale “contemporaneo” così come viene ancora oggi ricordato.
Nel tempo, il Carnevale di Dronero ha assunto una fisionomia sempre più riconoscibile anche grazie alle sue maschere ufficiali. Dragon e Dragonetta incarnano infatti una leggenda che affonda nella storia più antica della città: quella di Draconarius, comandante bizantino che avrebbe convinto le comunità di Ripoli e Surzana a unirsi su questo lembo di terra tra i torrenti Maira e Rigamberto, dando origine al borgo medievale. La tradizione trasforma così il mito di fondazione in linguaggio popolare, rendendo la storia accessibile e viva attraverso la festa.
Accanto alle maschere “istituzionali”, il Carnevale dronerese custodisce anche figure di forte impronta popolare, come Giuanin Pajajunga. La maschera rappresenta un personaggio realmente esistito: Giovanni Pellegrino, nato nel 1907, becchino del paese, ricordato nell’immaginario collettivo per la sua lunga figura, il volto caratteristico e l’uso delle carrozze trainate dai cavalli Ciro e Nello. Un frammento di storia quotidiana che nel tempo è diventato simbolo di ironia, teatralità e spirito carnevalesco. Nel corso degli anni, il corteo e i costumi delle maschere si sono progressivamente strutturati e arricchiti, mantenendo la matrice tradizionale ma curando sempre più l’aspetto rappresentativo. L’edizione 2026 si inserisce pienamente in questa lunga storia. Come sottolinea l’amministrazione comunale: “Il Carnevale rappresenta un’occasione preziosa per rafforzare il senso di comunità, promuovere la partecipazione e valorizzare una tradizione che appartiene all’intera cittadinanza”.




