La Giunta regionale deve chiarire se intende o meno procedere al ripristino delle corse ferroviarie sulla linea Torino–Cuneo sospese durante l’emergenza Covid. A chiederlo è la consigliera regionale Marro (Alleanza Verdi Sinistra), dopo la bocciatura in Consiglio regionale dell’Ordine del Giorno collegato al bilancio 2026–2028 che proponeva il ripristino stabile di due collegamenti ritenuti strategici per i pendolari: la corsa delle 4.19 da Cuneo e quella delle 23.35 da Torino.
Secondo Marro, si tratta di un servizio essenziale per chi lavora o studia nel capoluogo piemontese e per chi rientra in tarda serata. “Per migliaia di persone – afferma – queste corse fanno la differenza tra poter utilizzare il trasporto pubblico o esserne esclusi”.
La richiesta non è nuova. Sul tema era già stata presentata un’interrogazione alla quale l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi aveva risposto confermando la volontà della Giunta di riattivare entrambe le corse, indicando anche la copertura finanziaria necessaria sulla base di uno studio tecnico-economico regionale. Nonostante ciò, i collegamenti non sono mai stati ripristinati.
A rendere la vicenda ancora più controversa è il precedente del luglio 2025, quando il Consiglio regionale aveva approvato all’unanimità l’Ordine del Giorno n. 273, presentato dal consigliere di maggioranza Sacchetto (FdI) e sottoscritto anche da Marro, che impegnava la Giunta al ripristino delle stesse corse ferroviarie. Un atto che, ad oggi, non ha avuto attuazione.
“Di fronte a un Ordine del Giorno con contenuti identici – osserva la consigliera – la maggioranza ha cambiato posizione senza motivazioni tecniche o finanziarie, limitandosi a votare contro perché la proposta proveniva dalla minoranza”.
Nel corso della stessa seduta consiliare è stata respinta anche la mozione che proponeva l’istituzione di una linea di finanziamento regionale per la riqualificazione e la rivitalizzazione delle stazioni ferroviarie, considerate come presìdi di sicurezza, socialità e rigenerazione urbana.
Marro richiama le esperienze già avviate in diversi territori, tra cui il Movicentro di Cuneo, il Caffè Sociale di Mondovì e i progetti di riuso degli spazi ferroviari a Ivrea, sottolineando la necessità di un sostegno strutturale da parte della Regione e di una regia istituzionale nel rapporto con RFI.
“La bocciatura degli atti – conclude la consigliera – lascia irrisolta la questione del potenziamento del servizio ferroviario sulla Torino–Cuneo e del ruolo delle stazioni come elementi centrali nelle politiche regionali per la mobilità”.




