Con la neve fresca caduta tra ieri e oggi, mercoledì 28 gennaio, e il vento da moderato a forte proveniente da sud-ovest, aumenta sensibilmente il pericolo di valanghe sulle montagne del Cuneese. Si è infatti formata una situazione valanghiva molto critica, con il vento che ha rimaneggiato intensamente la neve recente.
Il grado di pericolo è 4 – forte nelle Valli del Monregalese, nelle valli Maira e Grana, nelle valli Varaita e Po, nelle valli Gesso e Vermenagna e in Valle Stura. In queste zone sono attesi numerosi distacchi, anche di grandi dimensioni, possibili già con un debole sovraccarico.
Alle quote medie e alte si sono creati nuovi accumuli di neve ventata, che in alcuni punti risultano instabili e possono distaccarsi anche al passaggio di un singolo appassionato di sport invernali. Il pericolo riguarda in particolare i pendii ripidi, anche in prossimità del limite del bosco, le conche, i canaloni e le zone poste dietro ai cambi di pendenza.
Gli accumuli di neve ventata sono stati successivamente innevati e risultano quindi difficili da individuare. Rumori di “whum”, la formazione di fessure nella coltre nevosa al passaggio e i distacchi spontanei di valanghe rappresentano segnali tipici di una struttura debole e instabile del manto nevoso.
La neve fresca e la neve ventata poggiano su strati soffici, in particolare sui versanti ombreggiati e riparati dal vento.
In questo contesto, le escursioni con sci e racchette da neve, così come le discese fuori pista, richiedono grande esperienza nella valutazione del pericolo valanghe, un’attenta scelta degli itinerari e la massima prudenza. Le condizioni attuali impongono cautela e la necessità di informarsi costantemente sull’evoluzione del manto nevoso prima di qualsiasi attività in montagna.




