Avrebbe dovuto notificargli un provvedimento di inasprimento della misura cautelare, ma fece giusto in tempo a salutare l’uomo (in quel momento ricoverato nel reparto di psichiatria del Carle, a Confreria) che si beccò due calci nel petto con prognosi di otto giorni per trauma toracico. Con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate per questi fatti del 9 settembre 2022, V. B. è stato quindi rinviato a giudizio al tribunale di Cuneo. “Avevo seguito il suo iter alla sezione misure cautelari della divisione anticrimine e lo conoscevo di persona. Lui si trovava ai domiciliari ma per problemi con i miei colleghi durante i controlli, il tribunale di sorveglianza aveva inasprito la pena e io ero lì per la notifica”. In ospedale nel reparto di psichiatria gli agenti si erano presentati in borghese: “Visti i comportamenti reiterati avrebbe dovuto essere sedato, cosa che non avvenne. Quando sono entrato nella sua stanzetta stava fumando tranquillamente, l’ho salutato chiamandolo per nome e lui è partito tirandomi due calci in petto. In pronto soccorso mi diedero otto giorni di prognosi per trauma toracico prolungati di una decina per dolori intercostali”. “Se le lesioni sono state pacificamente provate dal referto del pronto soccorso – ha concluso in aula il pubblico ministero Luigi Dentis -, non altrettanto si può dire del reato di resistenza a pubblico ufficiale, dal momento che l’agente era in borghese e non aveva neanche fatto in tempo a qualificarsi prima di essere aggredito”, e ha concluso la requisitoria chiedendo la condanna a un anno e sei mesi per le sole lesioni. Ma se l’uomo non sapeva che quelli erano agenti e che erano lì per un provvedimento che lo riguardava, per la difesa dell’avvocato Lopez, non solo non c’era il reato di resistenza a pubblico ufficiale, ma non c’erano neanche le lesioni aggravate dall’essere state commesse ai danni di un pubblico ufficiale. Escludendo quindi l’aggravante dal reato di lesioni, la difesa ha chiesto di non doversi procedere per mancanza di querela da parte dell’agente ferito. Una ricostruzione dei fatti accolta dal giudice che ha assolto l’uomo dall’accusa di resistenza e disposto il non doversi procedere per il reato di lesioni.




