Un lavoro che racconta il legame con il territorio e con la tradizione, spesso di famiglia. E’ questo il senso del nuovo documentario realizzato da Giovanni Bianco. L’opera verrà proiettata domenica 25 gennaio alle 21 presso il salone dell’Asilo di Rivoira.
“In “Panaté ‘d Boves – spiega l’autore – racconto un lavoro nobile, antico. Una passione di famiglia in grande trasformazione”. Otto le testimonianze che compongono il video. Guidano lo spettatore dalla coltivazione e mietitura del grano alla trasformazione in farina e alla cottura nel forno.
In ordine di intervento, Bianco incontra Franca Andreis, Elisa Bonelli, Beppe Bruno e Simona della storica panetteria Bonelli (chiusa da pochi mesi). Con loro emerge l’esperienza di una famiglia di panificatori. Da Cesare ai figli Albino ed Ettore fino alla generazione di Elide ed Elisa. Dagli anni ’50 ai giorni nostri, l’evoluzione delle esigenze dei consumatori soddisfatte lavorando duramente tutte le mattine dalle 4.
La tradizione di famiglia è la base del racconto di Eldo Beccaria (con Daniela, Enrica e Juan). Il panettiere di corso Bisalta ricorda le consegne di pane a San Giacomo. Avvenivano in moto con la “gurbina” a spalle e la festa del patrono S. Omobono.
Mario Giordano, con Irma e Hadiu, parla degli inizi da apprendista a Fontanelle, a Cuneo e poi a Boves da Albino Bonelli prima di aprire un negozio suo coronando il sogno di essere panettiere.
La fase della mietitura viene documentata grazie a Matteo Viale. L’uomo, loda la qualità del grano bovesano e, allo stesso tempo, denuncia la sperequazione fra i contributi per i pannelli solari nei campi e quelli per le coltivazioni. Il grano di Viale viene macinato da Elio Bottero nel mulino casalingo restaurato a Robilante per poi cuocere il pane nel forno costruito con le sue mani.
Riprese di repertorio testimoniano la cottura del pane nel vecchio forno da parte di Graziana Pellegrino a San Giacomo e Albert Giuliano con gli amici di Tet Lice a Rivoira.
Con Piero Rigucci, alla guida dell’Associazione Autonoma Panificatori di Cuneo, viene affrontato l’argomento del calo drastico delle panetterie. In poco più di sessant’anni sono passate da 1300 a 350. Rigucci in particolare sottolinea l’importanza della difesa della “qualità del prodotto e del lavoro”.
Fra immagini di lavori di montagna e pianura, il documentario termina con le testimonianze di Celestino Pellegrino (ultimo mugnaio al Meniot), Michelino Pellegrino e la figlia Giuseppina (Vallone Francia) e dei fratelli Tunin e Giusep Dalmasso (Vallone Gina).






