Un bilancio pesante per la Granda sul fronte sicurezza sul lavoro. I dati sugli infortuni sul lavoro in Piemonte, aggiornati a novembre e analizzati dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering, inseriscono la provincia di Cuneo nella “zona rossa”, la fascia che raggruppa le aree con il più alto rischio di mortalità per chi lavora.
Secondo la mappatura dell’emergenza elaborata dall’Osservatorio, il rischio di infortunio mortale nella Granda è pari a 41,9 morti per milione di occupati. Un numero che fa riflettere se confrontato con la media nazionale (30,7) e con quella regionale (32,9).
In Piemonte, da gennaio a novembre 2025, si sono contate complessivamente 83 vittime (di cui 61 avvenute direttamente in occasione di lavoro), un balzo preoccupante rispetto alle 67 registrate nello stesso periodo del 2024. Se Torino e Asti restano in “zona arancione”, Cuneo – insieme ad Alessandria e al Verbano-Cusio-Ossola – si conferma purtroppo uno dei territori dove la sfida per la sicurezza è più complessa.
A livello regionale, la graduatoria delle denunce di infortunio vede al primo posto l’attività manifatturiera (4.578 casi), colonna portante dell’economia cuneese, seguita dal comparto della sanità (2.482) e dai trasporti (2.252). Anche il settore delle costruzioni, nonostante i numerosi controlli, continua a registrare numeri alti con oltre 2.000 denunce. Il Piemonte nel suo insieme resta in “zona arancione”, segno che la sicurezza sul lavoro rimane una sfida critica per tutta la regione, ma con picchi di drammaticità proprio nelle province a vocazione industriale e agricola come la nostra.





