
Metti insieme uno scrittore “contro l’insipienza” e due umoristi dalla matita affilata e la miscela che ne scaturisce torna a ricordare quanto il sorridere su temi “scomodi” non sia indizio di superficialità, bensì di lucido e arguto pensiero. Insomma se le parole servono a sfrondare la retorica su un argomento ostico come la morte, le vignette che le accompagnano invitano a un’autoironia salvifica.
Il libro lo dichiara fin dall’inizio in quella citazione da Oscar Wilde, “Tutti ti amano quando sei due metri sotto terra”, che mette insieme vita e morte, se non addirittura fa riflettere di più sulla prima che sulla seconda. E infatti subito dopo è esplicitato il compito che si prefigge: “un percorso per tentare di capire il mistero della nostra vita”. Come dire, partiamo dal fondo per illuminare il cammino fatto.
Sulla morte il volo è radente. Del resto il barbagianni, che si alza in volo di notte e ghermisce silenziosamente le prede, si è trovato appiccicato addosso la relazione con la morte. Ecco spiegato il titolo: Titonide è la famiglia scientifica cui appartiene il rapace.
Di qui in poi è un susseguirsi di citazioni e riflessioni che invadono i campi più disparati dalla filosofia all’arte, dalla spiritualità alla politica e, naturalmente, il mercato. Mercificare la morte è un modo per eluderne il pensiero, ma gli autori di questa ricca antologia fanno esattamente il contrario. Ai lettori il compito di riflettere dopo aver assunto a piccole dosi i pensieri e aver sorriso con le vignette che li accompagnano.
Titonidi. Sconfinamenti sulla morte
di Moise, Franco Luigi Carena, Danilo Paparelli
Editrice Buckfast
euro 18





