Quelle dal 31 dicembre 1943 al 3 gennaio 1944 furono quattro giornate che sconvolsero ulteriormente Boves già provata dalla morte e distruzione del 19 settembre. Il secondo Eccidio colpì in particolar modo le frazioni Madonna dei Boschi, Rivoira, Castellar, San Giacomo e Rosbella.
I tedeschi, intenzionati a vincere la resistenza dei partigiani di Vian, si mossero sin dalla prime ore di venerdì 31 dicembre. Una colonna di mezzi e circa 800 soldati cercò di raggiungere San Giacomo ma venne bloccata dai partigiani. Sei di questi morirono e con loro tredici civili. Gli attacchi proseguirono nei gironi successivi anche attraverso l’utilizzo di aerei fino al 3 gennaio quando i tedeschi incendiarono case e fienili infierendo anche sul bestiame.
Il bilancio finale fu di 59 vittime in totale e centinaia di case date alle fiamme. Fra i caduti, anche i borgarini Giovanni e Spartaco Barale, padre e figlio, uccisi e dati alle fiamme il 1 gennaio 1944. A loro, oltre che una via, venne dedicato un circolo fondato nel 1973 della sinistra bovesana con l’obiettivo di promuovere dibattiti, tavole rotonde e proiezioni di pellicole cinematografiche.




