Alta adesione allo sciopero generale organizzato oggi (venerdì 12 dicembre) dalla Cgil per protestare contro “la manovra di guerra del Governo Meloni”.
A Cuneo il ritrovo è stato di fronte alla sede di Confidustria Cuneo, in via Bersezio. Tra i manifestanti anche il segretario generale della Cgil Piemonte Giorgio Airaudo che ha ricordato i temi della protesta: i salari bassi e un’inflazione che ha intaccato pesantemente il potere d’acquisto dei lavoratori (“Quella del Governo Meloni è una legge di bilancio ingiusta e che non rappresenta i bisogni reali del Paese”).
“I numeri – aveva sottolineato il sindacato annunciando lo sciopero -. Il Governo Meloni ha programmato un tagli alla sanità pubblica che porterà il rapporto spesa sanitaria-Pil al 5,93% nel 2028, punto più basso mai toccato nella storia del Sistema sanitario nazionale: già oggi 5,8 milioni di Italiani, di cui 400.000 piemontesi, rinunciano alle cure per problemi economici. Per la scuola pubblica sono previsti tagli di 570 milioni di euro in tre anni e sono a rischio di definanziamento altri 480 milioni da dedicare a edilizia scolastica e messa in sicurezza di edifici.
“Se guardiamo alla nostra provincia – ha detto il segretario generale Cgil Cuneo, Piertomaso Bergesio -, tocchiamo con mano l’aumento delle disuguaglianze sociali. Il rendiconto annuale dell’Inps ha confermato un dato preoccupante: i salari cuneesi sono sotto la media di quelli piemontesi e italiani. C’è un grande problema di redistribuzione della ricchezza. Chi lavora non guadagna adeguatamente e nel frattempo l’evasione fiscale continua a salire. Se la cassa integrazione arriva anche in provincia di Cuneo vuol dire che il Piemonte sta vivendo una vera sofferenza”.
Al presidio, che si è poi spostato davanti all’ingresso dell’Ospedale Santa Croce e Carle, è stato esposto un albero di Natale a grandezza naturale con “tutti i pacchi che ci ha fatto il Governo Meloni” ha sottolineato Bergesio.
Per l’area Albese-Braidese il presidio è stato nella zona industriale di Pollenzo in viale Nogaris, dove hanno sede alcune cooperative di confezionamento, appaltatrici di aziende come la Miroglio e la Ferrero.




