Non era stato l’unico a cui erano spariti dei soldi mentre si trovava al lavoro negli uffici della Cgil di via Coppino: anche ad altri colleghi erano stati sottratti soldi da borse e portafogli, per un ammontare complessivo di circa 1.300 euro in un periodo compreso fra giugno e dicembre 2023. Al dipendente che ha deposto al processo nei confronti di C. N. (un uomo che stava svolgendo presso la Cgil il servizio civile volontario) il 7 settembre erano spariti 250 euro dal borsello che teneva su un comodino accanto alla scrivania, una parte dei soldi che avrebbe dovuto versare come anticipo per una vacanza. Quella mattina C. N. lavorava con lui nell’ufficio dove furono ricevute molte persone: “Mi allontanavo come sempre per andare a chiamare gli assistiti in attesa, poi li portavo nel mio ufficio. Intorno alle 10.30 ho visto il borsello per terra accanto al comodino dove l’avevo messo; non ci ho fatto caso in quel momento, poi a fine giornata ho visto che mancavano dei soldi. Li ho cercati dappertutto inutilmente”. La sua denuncia fu contro ignoti anche se un’idea su chi potesse essere stato ce l’aveva già, un sentore confermato quando rientrò al lavoro dopo essere stato malato per alcuni giorni: “Era la fine di dicembre e mi dissero che C. N. era stato colto in flagranza e aveva anche ammesso di essere stato lui, sottoscrisse una dichiarazione. A me i soldi non sono stati restituiti”. In aula il segretario generale della Cgil Cuneo Piertomaso Bergesio ha confermato quanto già dichiarato nella denuncia che aveva sporto a gennaio 2024: “All’inizio aveva provato a negare ma poi ha confessato, diceva di avere problemi economici in famiglia in quel periodo. Avevamo i fotogrammi delle telecamere interne, si vedeva lui che rovistava nella borsa di una collega che in quel momento era fuori stanza per seguire un corso di formazione. Oltre alla dichiarazione scritta in cui ammetteva i furti firmò anche la rinuncia volontaria al servizio. Tempo prima era anche stato sorpreso a fotografare delle pratiche, si giustificò dicendo che era per dimostrare ai parenti che stava lavorando tanto”. Il processo proseguirà il 27 marzo con la deposizione dell’imputato e la discussione.
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