È morto nel tardo pomeriggio di ieri sabato 6 dicembre, Franco Botto, salesiano coadiutore, da tutti conosciuto come il “Signor Botto”. Si è spento a Casa Beltrami di Torino, la casa salesiana per i confratelli anziani e malati, a 88 anni dove era stato trasferito un paio di anni fa dai Salesiani di Cuneo. Aveva appena festeggiato i 70 anni di vita salesiana.
Originario di Monforte d’Alba, era salesiano di don Bosco dal 16 agosto 1955. Aveva conosciuto don Bosco nella chiesa del suo paese, dove c’era un dipinto del Santo dei giovani a cui la madre era particolarmente devota. “Poi in paese – aveva raccontato a un’intervista su La Guida – le Figlie di Maria Ausiliatrice avevano portato anche l’oratorio e aperto l’asilo e la scuola elementare. Così andando a scuola dalle suore ed in oratorio a giocare ho conosciuto don Bosco. Poi sono andato a studiare dai salesiani a Casale. In certe materie, come il greco, non riuscivo molto bene. Mi sono trasferito allora a Torino, all’oratorio del Rebaudengo. Qui si viveva in famiglia, come a Valdocco, molti Salesiani che ho incontrato mi parlavano di don Bosco, eravamo un bel gruppo di amici. Siamo cresciuti assieme, con don Bosco e i Salesiani, in casa. Così pian piano, senza avere una folgorazione come quella di san Paolo, ho iniziato a capire che il Signore mi chiamava a diventare salesiano. Ho risposo di sì e non me ne sono mai pentito”.
Nella sua vita di coadiutore salesiano, un religioso consacrato che professa i voti di povertà, castità e obbedienza, ma non è sacerdote, ha fatto di tutto nelle scuole e nelle case in cui è stato: calzolaio, elettrotecnico, radiotecnico, elettronico industriale, infermiere, barista, manutentore, insegnante di educazione tecnica. Per molti anni è stato all’istituto salesiano di Madonna dei Boschi di Peveragno, ed è stato l’ultimo ad andarsene. Poi è stato trasferito a Cuneo, rimanendo custode ancor fino a qualche anno fa del santuario della Madonna del Borgato adiacente all’immensa strutture delle ex scuole salesiane.
Salesiano riservato ma di grande umanità, ha vissuto con i giovani e per i giovani, sempre pronto alla battuta e con il gusto del paradosso.
Sempre a La Guida aveva confidato: “Il bello dell’essere coadiutore è che si può condividere sempre la vita ed il lavoro con i ragazzi. Serve tanta pazienza e costanza per stare fianco a fianco con loro, in particolare tra i banchi, nei laboratori ed in cortile… Ancora oggi mi fa piacere quando i giovani vengono a pregare assieme a noi salesiani. E mi piace anche che in oratorio si vedano giocare non solo ragazzi italiani, ma anche giovani che vengono da altri paesi, tutti assieme”.
Lascia oltre ai confratelli, il fratello Armando e la sorella suor Marcella.
La camera ardente sarà nella chiesa dei Salesiani di Cuneo dalle ore 10 di martedì mattina e nello stesso giorno 9 dicembre si terranno i funerali alle 14,30. Il rosario sarà recitato alle 19 di lunedì 8 dicembre nella chiesa di San Giovanni Bosco. La salma riposerà nel cimitero di Monforte d’Alba.




