
È un’anteprima mondiale, un inedito incredibile del “ciclo della montagna” di Jourde, che dalle vette dell’Alvernia ha sempre tratto ispirazione. Capitolo dopo capitolo, Jourde canta la montagna senza sconti né riserve. Racconta la montagna tutta, in tutte le sue sfaccettature, con quanto ha di rassicurante e di sconvolgente. La storia è quella di Jourde che torna nel villaggio montano dell’Alvernia in cui ha passato la sua infanzia. Ma il ritorno non è quello nostalgico ma è un viaggio brusco, spigoloso, talvolta persino ostile, verso un mondo che si rivela allo stesso tempo familiare ma lontanissimo. Quella montagna perduta è uno spazio interiore ferito, una geografia emotiva che l’autore affronta con la lucidità di chi ha deciso di non indietreggiare davanti ai propri ricordi.
Siamo di fronte a una scrittura forte e straordinaria che non racconta solo una storia, ma apre strade della memoria, dei luoghi che ci hanno formati e che, pur restando immutabili nella nostra immaginazione, cambiano inesorabilmente nel tempo. È una sorta di meditazione di fronte alla montagna, una riflessione ampia sul rapporto tra identità e territorio. La montagna non è solo un contesto, ma un personaggio, un’entità che plasma e deforma chi la abita. È un microcosmo che custodisce una cultura destinata a scomparire, e che proprio per questo assume un valore quasi archeologico. La scrittura aiuta a non dissolvere per sempre quella vita.
Dalla montagna perduta
di Pierre Jourde
Prehistorica
euro 17





