“Gli Istituti storici della Resistenza in Piemonte stanno ancora attendendo che sia loro versato il contributo ordinario annuale 2025 previsto dalla legge regionale 28/1980″.
E’ la denuncia del vicepresidente del Consiglio regionale Ravetti, presidente del Comitato Resistenza e Costituzione della Regione Piemonte”.
“Si tratta di risorse indispensabili per lo svolgimento delle attività didattiche e di ricerca e per poter pagare il personale. L’antifascismo non è solo una parola da spendere nelle commemorazioni ufficiali ma dovrebbe anche essere misurabile in atti amministrativi come, per esempio, la liquidazione agli Istituti storici di quanto a loro spetta. Già un anno fa, in occasione del bilancio regionale, siamo riusciti a sventare un taglio del 10% delle risorse destinate agli Istituti. Evidentemente il ruolo di custodi della Memoria che i nostri Istituti svolgono attraverso la conservazione e valorizzazione del patrimonio archivistico e bibliotecario, la ricerca storiografica e le iniziative con le scuole, non viene considerata particolarmente degna di attenzione da parte della Regione Piemonte, che forse pensa di aver esaurito i propri doveri antifascisti con lo stanziamento di un contributo straordinario per il Museo Diffuso della Resistenza di Torino”.
“A tal proposito, – prosegue Ravetti – ricordo al Presidente Cirio che stiamo ancora attendendo l’avvio dell’iter per la “regionalizzazione” del Museo della Resistenza di Torino, dando così una prospettiva di futuro ai tanti luoghi della Memoria del nostro Piemonte. Così come attendiamo che sia rifinanziata la legge regionale 41/1985 sui monumenti partigiani. Mancano poche settimane alla conclusione dell’anno in cui abbiamo celebrato l’80° anniversario della Liberazione: potrebbe essere l’occasione di passare dall’antifascismo parolaio a quello fattivo e concreto”.





