“Era stata una notte difficile per mia moglie e il giorno dopo mi sentivo molto ansioso, privo di concertazione”. La sera prima aveva preparato in cucina per la colazione con i biscotti ‘che a lei piacevano di più’, ma poi la mattina dopo quando si stese sul divano e le chiese di portargli le pasticche per l’ansia, “lei era chiusa in un mutismo totale, continuava imperterrita a fare avanti e indietro; l’unica cosa che mi disse era che non avevo niente, che lei era la vera malata”. Ernesto Bellino, 75enne operaio in pensione di Beinette (nella foto, la piazza del paese), ha quindi riferito ai giudici della corte d’Assise davanti a cui è imputato di omicidio commesso il 28 giugno dello scorso anno, che in quel momento non ci aveva visto più e dopo averla spinta l’afferrò per il collo e strinse, dopodiché chiamò i Carabinieri. Una vita coniugale quella tra lui e Maria Orlando (a cui tre anni prima era stato diagnosticato l’Alzheimer) costellata di incomprensioni e continui litigi, gelosie e ripicche che li avevano allontanati fra loro ma anche dagli amici e dai parenti, che faticavano a frequentare quella casa in cui aleggiava continuamente un’atmosfera di tensione e astio. Lo aveva raccontato il figlio, costituito parte civile al processo, nella precedente udienza, e lo ha confermato il padre che ha deposto nel corso dell’ultima udienza. “Non riuscivano a stare insieme senza litigare”, aveva raccontato il figlio; la donna era giunta alla decisione di separarsi. “Lo aveva deciso lei, mi lasciò una lettera vicino ai bicchieri”, poi però lui la convinse a tornare sui suoi passi e al pubblico ministero che gli chiedeva se non avesse pensato che tornando insieme tutto sarebbe tornato come prima, con la gelosia e i controlli, l’uomo ha risposto con la stessa frase che ha ripetuto più volte nel corso della deposizione: “Ho voluto troppo bene a mia moglie, ho preferito fare il carcerato”. Poi era subentrata la malattia della moglie, il bisogno di un aiuto in casa che con una badante a ore non era però sufficiente e il dubbio sull’inserimento in una struttura residenziale viste le condizioni della moglie: “Mi creava ansia quel modo di vivere brutto, non era la vita coniugale che si dovrebbe fare, soprattutto quando si va in pensione dopo una vita di lavoro”.
La prossima udienza si terrà il 26 novembre.





