Domenica 16 novembre si celebra il Giubileo dei Poveri in concomitanza alla IX Giornata mondiale dei poveri. Il titolo della giornata che viene celebrata in tutte le parrocchie è “Ancorati alla speranza”, a partire dal Salmo 71 “Sei tu mio Signore la mia Speranza”.
“In un mondo con disuguaglianze crescenti la ricchezza globale risulta sempre più concentrata, con l’1% che detiene più beni del 95% della popolazione mondiale – riporta la Conferenza Episcopale Italiana -. Secondo il Rapporto globale sulle crisi alimentari 2025 del Food Security Information Network, promosso dalla Rete globale contro le crisi alimentari (un’alleanza tra ONU, Unione Europea e diverse organizzazioni governative e non governative) quasi 300 milioni di persone in 53 Paesi affrontano gravi situazioni di fame e circa 808 milioni di persone sono in condizioni di povertà estrema, con meno di 3 dollari al giorno. Le conseguenze sono devastanti, soprattutto nelle aree già vulnerabili del pianeta, dove la povertà cresce rapidamente”.
Una povertà multidimensionale di cui parla Papa Leone XIV nella Dilexi te: l’economia disumana, l’ingiustizia sociale, la difficile realtà dei migranti, le violenze subite dalle donne, il traffico di persone, la piaga della malnutrizione e la crisi dell’istruzione.
Per rispondere al grido di tante persone in povertà la Chiesa italiana, con i fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, nel 2025 ha sostenuto 361 progetti in 63 Paesi per oltre 64 milioni di euro. Sono interventi che alimentano processi comunitari di sviluppo sostenibile e anche di accesso a opportunità formative a favore delle comunità locali e delle persone più fragili, discriminate e svantaggiate.
Il Giubileo dei poveri cade in concomitanza con la COP30, la Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, che si è aperta il 10 novembre a Belém, in Brasile, e si concluderà il 21 novembre.





