
Il tema è di quelli che suscitano discussioni. Non è difficile prevedere che la riforma della Magistratura, approvata dal Parlamento nei giorni scorsi, sarà oggetto di dibattiti, anche accesi, nei mesi che verranno. Come noto, è praticamente certo che ci sarà un referendum per confermare o meno la riforma costituzionale. In realtà e in linea teorica, non si tratta di un automatismo, perché l’articolo 138 della Costituzione prevede che, se, nella seconda votazione di Camera e Senato la proposta di legge costituzionale non raggiunge i 2/3 dei voti favorevoli in ciascuna Camera, allora un quinto dei membri di una Camera, 500.000 elettori oppure cinque Consigli regionali possono chiedere che sulla riforma approvata si esprimano i cittadini.
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