Mentre i dati dell’Osservatorio sulla Sicurezza sul Lavoro in Piemonte registrano, da gennaio a settembre 2025, 63 vittime sul luogo di lavoro, contro le 54 dello stesso periodo del 2024, un incremento quasi del 17%, della situazione si è discusso anche in Regione, durante l’ultima seduta congiunta delle Commisioni Legalità e Terza Commissione.
Presente alla discussione Massimo Quirico, presidente dell’associazione no profit “Sicurezza e lavoro”, che si propone di promuovere la cultura della salute e della sicurezza e i diritti nei luoghi di lavoro, in tutta Italia. “E’ necessario – ha detto Quirico -, mettere a regime gli Organismi provinciali di vigilanza (Opv) in tutte le province, con una cabina di regia regionale, linee guida comuni e una relazione annuale pubblica che consenta di indirizzare i controlli nei settori più critici. La Regione può e deve fare da coordinamento, evitando sovrapposizioni e aree scoperte perché i controlli devono essere mirati ed efficaci. Spesso gli enti non comunicano tra loro e questo genera situazioni paradossali”. Dal presidente è arrivato anche l’appello a rilanciare l’esperienza del Comitato Salute e Sicurezza e la necessità di riattivarlo con verifiche periodiche e un momento pubblico annuale di rendicontazione.
L’associazione era rappresentata anche dall’avvocato Giacomo Mattalia. Hanno illustrato proposte e criticità legate al sistema di prevenzione e controllo della sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione ai cantieri PNRR e ai settori più a rischio come edilizia, agricoltura, e logistica fondata a Torino nel 2010 dopo la tragedia ThyssenKrupp, l’associazione opera a livello nazionale con iniziative di sensibilizzazione, progetti formativi, attività editoriali e il presidio dei principali processi in materia di sicurezza, dal caso di Brandizzo alla vicenda della funivia di Genova.
“Siamo nati come rete di familiari e cittadini dopo la strage del 2007 – ha ricordato Quirico – e da allora lavoriamo per dare voce alle vittime e promuovere una vera cultura della sicurezza”. In Piemonte l’associazione organizza dal 2010 le “Settimane della sicurezza” e, a Brandizzo, la “Settimana del lavoro sicuro”.
L’associazione ha inoltre rilanciato la proposta di istituire un fondo regionale per le vittime di reati legati alla violazione delle norme di sicurezza, alimentato anche dalle sanzioni, per garantire un ristoro economico anche nei casi di insolvenza delle imprese. Tra le richieste figurano anche l’estensione del patrocinio gratuito e delle tutele ai conviventi di fatto, e la possibilità di accedere gratuitamente a servizi di supporto psicologico e psichiatrico per le vittime e i superstiti.
La consigliera Monica Canalis (Pd) ha posto l’attenzione sulla carenza di personale nei servizi Spresal: “Negli ultimi due anni sono state assunte solo 22 persone a tempo determinato, un numero insufficiente rispetto ai fabbisogni. Pesa la mancanza di medici e tecnici, ma anche la scarsa attrattività dei contratti”. Canalis ha chiesto un monitoraggio sulle differenze territoriali, ha ricordato la sperimentazione in corso ad Asti per incentivare tecnici e dirigenti e ha sollecitato un maggiore coinvolgimento degli assessorati al Lavoro e alla Formazione nel protocollo con le Procure.
Gianna Pentenero (Pd) ha valorizzato il modello torinese di coordinamento istituzionale, chiedendone la replicabilità a livello regionale: “L’esperienza della Prefettura di Torino è virtuosa perché riunisce tutti i soggetti della sicurezza, dalle istituzioni alle parti sociali. Non servono nuove leggi, ma applicare bene quelle che abbiamo, che sono già di qualità”. Secondo Pentenero, il modello andrebbe esportato anche nelle altre prefetture piemontesi per costruire un sistema stabile di confronto e verifica.
Alice Ravinale (Avs) ha sollevato invece il tema del caporalato e della sicurezza negli appalti pubblici, citando i casi più recenti, come quello di Torino Esposizioni. “Servono protocolli chiari negli appalti pubblici e regole su turni, pause e organizzazione del lavoro – ha spiegato – perché gran parte dei rischi si concentra nelle filiere dove i tempi di realizzazione contano più della sicurezza”. Ravinale ha anche proposto l’istituzione di un registro pubblico delle vittime del lavoro in Piemonte: “Tenere memoria delle persone e delle storie è un modo per prevenire e rendere più trasparente il sistema”.





