La Granda fa il pieno di risorse e conferma la sua vocazione agricola anche nell’esito di un bando regionale apparentemente “tecnico” come quello sulle reti antigrandine e impianti antigelo, rispettivamente con 195 aziende su 212 e 42 su 45, sul totale dei progetti finanziati dalla Regione. Lo stanziamento è nell’ordine dei cinque milioni di euro, alle aziende agricole piemontesi per prevenire e contrastare i danni meteorologici e climatici: saranno 257 in totale quelle finanziate (con 398 domande in totale), di cui 247 della Granda (con 377 domande). I fondi sono per l’acquisto e posa in opera di reti antigrandine e di stufe o bruciatori contro le gelate tardive, con stanziamenti pari al 50% della spesa ammissibile; per la provincia di Cuneo i fondi regionali saranno quindi 3.384.000 euro per le reti antigrandine (e altri 100.000 euro per il resto della regione) e di 1.417.000 euro per impianti antigelo (su 1.460.000 erogati), a sostegno di investimento complessivi per oltre 9,5 milioni.
Come spiega l’assessore regionale all’agricoltura Paolo Bongioanni, “è il risultato del bando che avevo lanciato alcuni mesi fa per sostenere le nostre aziende agricole nella prevenzione dei danni meteo che – anche a causa dei cambiamenti e della sempre più forte imprevedibilità degli eventi climatici – rischiano di compromettere in modo grave e talora irreparabile la ricchezza delle nostre produzioni agroalimentari, con particolare riferimento al comparto frutticolo e viticolo. Con cinque milioni di euro andiamo a finanziare complessivamente 398 progetti: con 3,5 milioni di euro andremo a sostenere 340 progetti presentati da 212 aziende piemontesi per l’acquisto di reti antigrandine, e con un milione e mezzo sosteniamo invece 58 progetti presentati da 45 aziende per l’acquisto di stufe e bruciatori in grado di contrastare le gelate tardive nel delicato periodo primaverile, quando le gemme rischiano di restare bruciate e compromettere il raccolto”.
I due interventi sono finanziati con risorse del Csr (Complemento di sviluppo rurale) 2023-2027 e hanno l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle aziende agricole piemontesi di fronte agli effetti sempre più estremi dei cambiamenti climatici.






