In occasione dei 25 anni dalla scomparsa e a 100 anni dalla nascita di Bernard Damiano (Saretto di Monterosso Grana 1926 – Nizza/Francia, 2000), l’associazione grandArte, ha proposto e realizzato, grazie anche ai prestiti di importanti collezioni private del territorio cuneese, una serie di tre mostre dedicate sia al ricordo degli aspetti più caratteristici della sua figura umana, attraverso le testimonianze documentate in catalogo, che sono state concesse da amici e conoscenti, sia al tentativo di una nuova considerazione del suo personale contributo alla storia della figurazione di impronta espressionista, dominata da un’esasperata e grottesca tensione per il trattamento à pâte della superficie pittorica, ai limiti dell’informale materico, una tra le più tipiche tendenze della pittura e della scultura del secondo Novecento italiano ed europeo. Tutte nell’ambito della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del sacro”.
La prima è stata a Rittana, “Images de Femmes. Omaggio a Bernard Damiano” con un significativo gruppo di elaborazioni pittoriche e scultoree di Damiano, incentrate su una particolare configurazione del suo mondo esistenziale, inquieto e visionario, ovvero quella costituita dai corpi femminili esuberanti e vigorosi, si è scelto di proporre anche l’incontro con le opere di Mirko Andreoli, Vesna Bursich, Alejandro Dini, Giorgio Giordano, Katharina Grodzki, Pino Mantovani e Cristina Saimandi.
La seconda mostra, ospitata nel salone del Coumboscuro Centre Prouvençal è intitolata “Mourre. Ritratti e autoritratti”. Mourre, ovvero volti. Sono quelli di Bernard Damiano, che torna con la sua pittura nella valle di Coumboscuro. E ritorna con una straordinaria ed esemplificativa raccolta di suoi dipinti che ritraggono individui appartenenti alla cerchia vivace e affettiva delle sue relazioni personali, in cui si incontrano coloro che sono a lui più cari e quelli conosciuti o soltanto incrociati sporadicamente nell’arco della sua vita, traendone una sorta di galleria di ritratti vivaci e compositi, in alcuni casi anche con una certa vena caricaturale, o che rappresentano soprattutto l’interesse ad approfondire l’indagine intorno all’immagine di sé, stabilendo un dialogo con il proprio volto raffigurato perlopiù frontalmente, via via sempre più dilatato e dominante rispetto allo sfondo, prevalentemente a capo scoperto o con cappello a tesa larga, a cui alterna anche opere in cui si rappresenta a mezzo busto, a fianco di una modella o ancora in compagnia del suo amatissimo gatto a tre zampe.
La terza e ultima mostra, denominata Bernard Damiano. Il sacro fino al 9 novembre è nel chiostro del magnifico edificio neoclassico del Nuovo Vescovado, si propone di offrire al pubblico un cospicuo numero di dipinti e sculture che si confrontano con le forme e i contenuti della religiosità cristiana e che non sono certo un elemento occasionale o di scarso rilievo nella produzione pittorica e scultorea di Damiano. I visitatori potranno così immergersi in un emozionante viaggio nel cuore dei valori umani e spirituali espressi nei lavori di Bernard, sin dai tempi della sua adolescenza, trascorsa in compagnia dell’amico d’infanzia Sergio Arneodo, a contatto con i richiami evocativi e ancestrali dell’ambiente alpino di Coumboscuro.
Il catalogo con interventi importanti come Enrico Perotto, Gigi Garro, Marco Gas, Mariangela Ulli, Giovanni Martini, Giulio Repetto, Marco Viada, Sergio Arneodo, Miche Berra e Martina Corgnati racconta le tre mostre.
Damiano
Autori vari
Primalpe
25 euro





