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20 luglio 2026

cronaca

Diffamazione su acque minerali, salta la discussione del processo

31 ottobre 2025

Cuneo

Era attesa per oggi (venerdì 31 ottobre) la discussione del processo per diffamazione a carico di Alberto Bertone e Luca Cheri, rispettivamente amministratore delegato e direttore commerciale dell’acqua Sant’Anna, accusati di aver fatto circolare la notizia di un possibile legame tra il marchio Acqua Eva e quello Lidl, tale da costituire un conflitto di interessi per i centri della grande distribuzione organizzata che commercializzando l’acqua della Fonti Alta Valle Po avrebbero implicitamente favorito un concorrente. In aula avrebbe dovuto deporre l’ultimo testimone richiesto dalla giudice, Alessandro Bruni, direttore merci di Alleanza Coop 3.0, ma Bertone ha presentato un certificato medico e quindi il processo è stato rinviato al 28 novembre, ultima data utile prima che scattino i termini di prescrizione del reato il prossimo 16 dicembre. Dopo aver ascoltato l’ultimo testimone sarebbe toccato alle parti, accusa, parti civili e difesa esporre le proprie conclusioni che a questo punto saranno concentrate tutte in un’unica udienza che si prospetta come una vera e propria maratona. I fatti contestati risalgono al 2018 quando, secondo l’accusa, Bertone e Cheri avrebbero dato l’incarico al giovane stagista Davide Moscato - la cui posizione è stata stralciata e poi chiusa con sentenza di non luogo a procedere dopo la messa alla prova - di aprire il blog mercatoalimentare.net e inserire un articolo intitolato “Inchiesta: Acqua Eva è di proprietà della Lidl?”. Un link di questo sito “civetta” venne inviato al responsabile acquisti di Coop Italia, e da quel momento, secondo la parte civile che rappresenta la famiglia Rivoira, sarebbero iniziate le ripercussioni economiche negative sulla commercializzazione dell’acqua Eva non solo presso i centri della grande distribuzione organizzata ma anche per altri accordi commerciali che il gruppo stava trattando in quel periodo, come quello con Red Circle di Franco Rosso per la commercializzazione a livello internazionale del marchio acqua Eva. Per i due imputati era solo un tentativo di creare imbarazzo alla concorrente in merito ad una voce che da anni sarebbe circolata su “radio gazzosa” - il gossip degli imbottigliatori d’acqua -, obbligando così il gruppo a fornire spiegazioni in merito alla presenza nella loro società del titolare della Fruit Service che in Italia gestiva tutti i contratti di fornitura della Lidl. Una circostanza, quella della mediazione della Fruit Service per commercializzare con la Lidl, confermata anche dai testimoni della difesa che però hanno negato di aver mai sentito circolare il gossip su acqua Eva e Lidl. Tutte argomentazioni che saranno ricapitolate nell’udienza conclusiva del 28 novembre.

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