Per ravvivare l’atmosfera all’interno del Ballalinda di Fossano, la sera del 3 aprile 2022, si erano messi a bagnare gli altri ragazzi che ballavano in pista, versando qua e là liquore da una bottiglia che dovevano aver portato da fuori perché il gestore non l’aveva riconosciuta come una di quelle vendute lì dentro. I buttafuori avevano accompagnato all’uscita il ragazzo che aveva la bottiglia in mano e i tre amici che erano entrati con lui: “Loro protestavano perché avendo pagato volevano rientrare nel locale ma gli spiegai che non avevano fatto una bella cosa e non li avrei fatti rientrare, ma loro non consideravano grave quel gesto”, ha spiegato in aula il gestore del locale, che dopo circa mezz’ora si ritrovò nuovamente fuori dalla discoteca a fotografare la brutta ferita al sopracciglio rimediata da uno dei buttafuori in servizio all’entrata. Era accaduto infatti che i quattro, dopo essersi allontanati, ritornarono dopo circa mezz’ora con un atteggiamento decisamente più aggressivo. “Stavo controllando dei ragazzi che dovevano entrare – ha raccontato il buttafuori vittima dell’aggressione – quando li vidi arrivare di corsa, uno di loro era a torso nudo e correva verso l’entrata, lo rincorsi e quello mi disse di togliermi di mezzo che mi avrebbe ammazzato, poi mi prese a calci, si infilò qualcosa sulla mano, e mi rifilò alcuni colpi sull’occhio sinistro mentre sentivo gli altri alle spalle che mi trattenevano”. In suo soccorso arrivò un collega e insieme riuscirono a trattenerne due mentre intanto stava arrivando una pattuglia inviata dalla centrale operativa. I quattro vennero identificati e tre di loro segnalati per ubriachezza: fra di loro anche M. I., il ragazzo indicato come l’autore della violenta aggressione e rinviato a giudizio con l’accusa di lesioni aggravate. “Sono padre anch’io, capisco certi errori e mi sarebbero bastate delle scuse magari dai genitori, ma nessuno si è fatto vivo come me. Solo uno degli altri tre si è ripresentato al locale qualche tempo dopo; lo avevo riconosciuto, gli spiegai che non potevo farlo entrare e lui mi disse che era venuto per scusarsi”. Nel frattempo le ferite riportate dal 57enne addetto alla sicurezza si dimostrarono più gravi dei punti necessari a ricucire il sopracciglio; nei mesi successivi l’uomo dovette sottoporsi a ripetute visite oculistiche per il disturbo all’occhio sinistro e per i dolori alla parete frontale sopra l’occhio. Il processo è stato rinviato al 5 maggio.





