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Sabato 7 marzo 2026

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Sanità: “In Piemonte mancano 431 medici di base”

Domenico Rossi (Pd): "Solo l'assessore regionale Riboldi non sembra accorgersi della situazione"

Torino

La Guida - Sanità: “In Piemonte mancano 431 medici di base”

Arrivano le prime reazioni della politica alla pubblicazione del rapporto Gimbe che fotografa una sanità pubblica sempre più in difficoltà, con risorse insufficienti, tempi di attesa crescenti e un ricorso crescente al privato.

“Il rapporto della Fondazione GIMBE è durissimo, ma fotografa una realtà sotto gli occhi di tutti: il Servizio Sanitario Nazionale vive una crisi strutturale, a causa del definanziamento mascherato – commenta il consigliere regionale Domenico Rossi (Pd) -. Così  aumentano disuguaglianze, spesa privata e personale in fuga. Si tratta di un attacco durissimo alle scelte del governo Meloni e alla propaganda che la destra continua a mettere in campo sul tema del diritto alla salute” dichiara il consigliere Dem”.

Non meno critica la situazione in Piemonte, difesa ieri in un comunicato ufficiale della Regione. “Solo l’assessore Riboldi sembra non accorgersene e continua a descrivere una realtà lontana dai problemi dei piemontesi – continua Rossi -. Snocciola dati, ma dimentica di dire alcune cose: prima di tutto che la qualità delle cure in Piemonte è possibile grazie all’abnegazione degli operatori, nonostante i disastri del governo e che la nostra regione rispetta l’erogazione e adempie i parametri LEA ininterrottamente dal 2010. Che secondo quanto riportato nel rapporto in Piemonte mancano 431 medici di medicina generale, che siamo tra le regioni più critiche per la carenza dei pediatri di libera scelta e che spendiamo, insieme alla Lombardia, il 48% del valore complessivo dei contratti per i gettonisti a livello nazionale con un valore assoluto più alto (115,2 milioni di euro contro 105 milioni dei lombardi) pur avendo noi meno della metà degli abitanti. Non dice che sempre dal rapporto si evince che sono aumentate le persone che hanno rinunciato alle cure tra il 2023 e il 2024: siamo a più di 390 mila” incalza Rossi ricordando che “siamo ancora in attesa di un piano straordinario di assunzioni fondato su un’analisi seria dei fabbisogni, ad oggi, mancante. Sulla digitalizzazione, infine, l’assessore farà bene ad informarsi: sa quanti medici vi hanno accesso? Ha chiesto alle aziende quanti cittadini e operatori lo usano? Ma al di là del fascicolo sanitario elettronico servirebbe lo sviluppo di un eco-sistema digitale regionale che faccia dialogare le aziende e i reparti che usano software diversi nei vari territori senza alcun coordinamento” conclude il segretario regionale”.

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