Sono stati momenti di vera paura quelli vissuti dal capotreno che il 15 luglio 2021 era in servizio sulla linea che collega Fossano a Cuneo. Poco dopo le 17, mentre controllava i biglietti, il capotreno si imbatté in due uomini di origine nigeriana, F. J. 31enne e O. I. 22enne, che viaggiavano senza biglietto e che in seguito ai fatti di quel pomeriggio sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di aggressione e violenza a pubblico ufficiale. “Dissero che non avevano il biglietto, uno di loro disse che avrebbe pagato per entrambi e pretese uno sconto con fare arrogante. Io dissi che non era in mia facoltà”. L’uomo pagò con una banconota da 50 euro per i 15 euro comprensivi di multa ma il capotreno non aveva il resto e quindi staccò una ricevuta con la quale avrebbero potuto ottenere il resto alla biglietteria della stazione di Cuneo. “Eravamo arrivati alla stazione di Centallo, ero sceso per far ripartire il treno e quando sono risalito a bordo stavo per riprendere il controllo dei biglietti ma loro due mi bloccarono pretendendo il resto. Gridavano ‘dammi i soldi’ e io ho rispiegato che tempo dieci minuti e avrebbero potuto ritirare i soldi alla stazione di Cuneo, ma loro hanno iniziato a spintonarmi gridandomi addosso, in una escalation di aggressività”. Il capotreno in preda al panico scappò verso il fondo del treno chiudendosi alle spalle la porta a vetri ma quelli lo avevano seguito urlandogli di venire fuori e battendo con violenza le mani sui vetri: “Temevo che potessero scardinare la porta, ho chiamato la Polfer e l’agente mi ha rassicurato che alla stazione di Cuneo ci sarebbero stati gli agenti della Polizia. Ho avuto l’impressione che uno dei due mi stesse filmando”. Intanto però il treno era arrivato in stazione a Cuneo dove i due erano scesi e si erano diretti alla biglietteria per ritirare il resto, proprio come gli aveva spiegato il capotreno, e lì vennero fermati e identificati. “Nei giorni successivi non ero sereno – ha concluso il suo racconto il capotreno -, avevo il timore che mi avessero filmato per rintracciarmi”. In aula hanno testimoniato anche altri due passeggeri, una signora che assistette all’alterco e alla successiva aggressione e un militare che viaggiava in testa al treno e che la donna andò a chiamare per offrire aiuto al capotreno: “Lui non aveva il resto dei 50 euro e aveva dato il tagliando da mostrare in stazione per avere i presto ma loro hanno iniziato a gridare, gli bloccavano il passaggio, lo avevano circondato e lo spintonavano. Io sono andata a chiedere aiuto a un mio conoscente militare che viaggiava più avanti. Quando siamo tornati indietro abbiamo visto che battevano contro la porta a vetri in fondo al treno”. L’udienza è stata rinviata al 13 aprile per ascoltare l’agente della Polfer che aveva raccolto la richiesta di aiuto del capotreno e per la discussione finale.





