Lo scorso 11 settembre, presso l’aeroporto di Milano Malpensa, una mamma e una figlia di origini sudanesi si sono finalmente ricongiunte dopo 12 anni di separazione, anche grazie al supporto della Croce Rossa di Cuneo che le ha accompagnate in questo emozionante momento.

Nel 2012 la mamma, dopo aver fatto il possibile per mettere al sicuro la figlia di 7 anni, aveva lasciato il Sudan, devastato dalla guerra civile in Darfur, in cerca di un futuro migliore per entrambe. In seguito alla sua fuga nel deserto e dopo la prigionia in Libia, nel 2018 è riuscita ad arrivare in Europa e poi in Italia, dove si è stabilita nella provincia di Cuneo, accolta in una casa-famiglia dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Qui, ha potuto contattare un avvocato e iniziare un processo di ricongiungimento familiare, ricevendo anche il supporto della Croce Rossa di Cuneo.
“Il percorso di ricongiungimento familiare si è rivelato complesso, ma non impossibile. – ha raccontato Giuseppe Renda, responsabile dell’ufficio ricerche, restoring family links e protezione della Cri di Cuneo -. C’è stato un impegno paziente e costante da parte di tutti, a cominciare dalla associazione Papa Giovanni XXIII e dall’avvocato, all’alto Commissionato per i Rifugiati, all’Organizzazione Internazionale per la Migrazione dove sono stati effettuati i test del Dna, alla Prefettura di Cuneo che ha concesso il nullaosta, alle Ambasciate Italiane in Camerun e Chad, ad un gruppo di religiose che ospitavano la figlia vicino ad un campo profughi, e agli uffici della Croce Rossa Italiana di Cuneo, Torino e Roma. Ogni incontro, ogni telefonata, ogni messaggio hanno avuto come obiettivo quello di facilitare l’arrivo della giovane.”
La storia si è conclusa con un abbraccio, lo scorso giovedì 11 settembre quando, 12 anni dopo la loro separazione, mamma e figlia si sono finalmente ricongiunte.







