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16 luglio 2026

sanità

Liste d’attesa: “Riboldi in aula ancora senza risposte chiare, serve trasparenza, non propaganda”

16 settembre 2025

Cuneo

Continua il confronto in consiglio regionale sulla gestione delle liste d'attesa “gonfiate dai numeri finti a Cuneo”. Il dibattito ha animato il question time in consiglio regionale con le richieste all'assessore regionale di fare chiarezza sulla vicenda presentate dalle consigliere di Avs, Giulia Marro e Alice Ravinale, che per prime hanno sollevato la questione. “Lo abbiamo fatto - dicono Giulia Marro e Alice Ravinale - dopo una settimana in cui, tra dichiarazioni, smentite, lettere di sindacati e prese di posizione di medici e primari, è stato detto tutto e il contrario di tutto. Un tema così delicato merita serietà, non confusione. La presenza dell’assessore al Question Time dimostra che il tema è centrale, tanto quanto la sua sovraesposizione mediatica degli ultimi giorni, con cui ha cercato di rincorrere l’“affaire liste d’attesa”. Dopo tanti pasticci sui giornali, volevamo finalmente mettere un punto. Ma la risposta che abbiamo ricevuto è che un punto, ad oggi, non c’è”. “L’assessore - proseguono le consigliere di opposizione - ha ripetuto la narrazione delle 110.000 prestazioni aggiuntive realizzate nei turni serali, al sabato e alla domenica in Regione Piemonte. Gli sforzi del personale sanitario sono innegabili viste le gravi carenze nell’organico che affliggono le nostre aziende sanitarie, per questo usarli per nascondere evidenti criticità risulta particolarmente fuori luogo. Invece di limitarsi a dire che di risposte non ce ne sono, Riboldi è caduto nella trappola narcisistica per cui si è sentito comunque in dovere di difendere un operato di cui ancora non conosce i dettagli. Ha parlato di un numero di appuntamenti fittizi “irrisorio”, ma subito dopo si è corretto, ammettendo di non sapere quanti fossero realmente. Una contraddizione evidente, che rende ancora più urgente fare chiarezza”. “Non meno preoccupante è la nomina del dottor Tranchida a direttore della Città della Salute di Torino, senza che siano stati chiariti i suoi legami con quel “modello Cuneo” che oggi appare tutt’altro che solido. Prima di esportarlo altrove, sarebbe necessario verificare a fondo cosa non funziona. Per questo continuiamo a chiedere trasparenza sui dati, verifiche puntuali e risposte semplici a domande altrettanto semplici: gli appuntamenti fittizi sono stati conteggiati oppure no nei risultati vantati dall’assessorato, e inviati come da normativa al Ministero? Non è una questione tecnica, ma di fiducia dei cittadini verso il servizio sanitario regionale e di rispetto del Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa. Anche su questo, Riboldi ci ha comunicato di non essere in grado di fornire una risposta: l'assessore non sa, insomma, se i numeri comunicati all'Agenas consideri anche le visite fittizie”.

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