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Lunedì 17 giugno 2019

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Bici, associazioni dicono no ai veicoli elettrici in Ztl e pedonali

Anche nel cuneese si fa sentire la protesta contro la norma, introdotta in Finanziaria, per "aprire" queste strade

Cuneo – Circola anche nel cuneese la protesta degli appassionati delle due ruote contro la nuova norma che estende la possibilità di circolare con veicoli elettrici anche nelle strade pedonali. Se ne fanno portavoce diverse associazioni (circa 40 in tutta Italia) firmatarie di un documento che chiede l’immediata cancellazione del comma 103 dalla Finanziaria.
Le associazioni accusano di governo di aver “inserito una modifica pericolosa al Codice della Strada”: l’obbligo per i Comuni di “consentire in ogni caso a tutte le auto elettriche e ibride la circolazione nelle aree pedonali e nelle Ztl” (zone a traffico limitato; come il centro storico, via Roma e contrada Mondovì – nella foto – a Cuneo ad esempio, oppure le zone più centrali e caratteristiche di altre località della Granda, da Saluzzo ad Alba).
“A nostro parere – rimarcano le associazioni – questo intervento è una mostruosità che riporta indietro il Paese di almeno 50 anni, cancellando con due righe improvvisate i risultati raggiunti in decenni su mobilità sostenibile e tutela di piazze e strade delle città italiane, a danno di abitanti, commercianti, turisti e monumenti, alla faccia anche della sicurezza delle persone”.
“Chiediamo ora al Governo di trasformare con urgenza le parole in una decisione concreta e netta: nel primo decreto utile, questa norma assurda non va modificata, ma semplicemente e integralmente cancellata, per spazzare via ogni equivoco interpretativo ed evitare di riempire le città con migliaia di macchine in più.Infatti i nostri centri storici, protetti per lo più da Ztl e solo in alcune strade e piazze da isole pedonali, vanno liberati da un eccesivo carico di auto di qualsiasi genere: non è più solo un problema di inquinamento, ma di occupazione dello spazio pubblico, di congestione, di sicurezza”.

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