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Sabato 15 dicembre 2018

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Visto con voi: “La Valchiria” e “La Bayadère”

Due eccellenti spettacoli in diretta da Londra nei cinema (compreso il cuneese Don Bosco). In attesa dello “Schiaccianoci” e (a Bra) di “Attila”

La Guida - Visto con voi: “La Valchiria” e “La Bayadère”

Cuneo – Coreografo ufficiale del Balletto Imperiale di San Pietroburgo per oltre 40 anni, il francese Marius Petipa ha creato nella Russia di fine ‘800 la maggior parte dei suoi capolavori, ancor oggi rappresentati ovunque, tanto da renderlo il corrispettivo nella danza classica di quello che sono Verdi e Puccini messi insieme nell’opera. Sono suoi (o fondamentalmente suoi), non va dimenticato, “Don Chisciotte” (1869), “La bella addormentata nel bosco”(1890), “Lo schiaccianoci” (1892) e “Il lago dei cigni” (1895). Tra i suoi lavori importanti, ma decisamente meno rappresentato degli altri, c’è anche “La Bayadère”, ch’egli costruì insieme al musicista austriaco Ludwig Minkus e che allestì a San Pietroburgo nel 1877 con una celeberrima “Prima ballerina” come protagonista: Yekaterina Vazem. Oggigiorno, una coreografia del genere sarebbe vittima degli strali dei difensori del “politically correct”: ambientata in un’India immaginaria e allucinata, etnograficamente piuttosto approssimativa, racconta la storia dell’amore impossibile tra il guerriero Solor per Nikya, una delle danzatrici di un tempio induista, dal cui Bramino è amata a sua volta, mentre è osteggiata da Gamzatti, la figlia del locale Rajah, che vorrebbe sposarlo, tanto da ordire l’assassinio della sua rivale.
In questo periodo il Royal Ballet di Londra sta recuperando l’esotico lavoro di Petipa per una serie di repliche, una delle quali è stata trasmessa il 13 novembre – in diretta dal Covent Garden – nei cinema di mezzo mondo, compreso il Don Bosco di Cuneo. Una messinscena spettacolare, curata tra l’altro da una protagonista della danza novecentesca, la leggendaria étoile Natalia Makarova.
Protagonisti erano tre ballerini di grandezza assoluta: l’argentina Marianela Núñez (nella parte di Nikya) e i russi Vadim Muntagirov e Natalia Osipova (rispettivamente: Solor e Gamatti), talmente bravi da sembrare in certi momenti immateriali, viste la sconvolgente leggerezza e l’assoluta eleganza dei loro movimenti. Tra l’altro, in certe serate la Núñez e la Osipova si scambiano il ruolo: sarebbe interessante vedere che cosa cambia nel risultato finale.
Straordinario, comunque, era tutto il Corpo di Ballo del Royal Ballet e davvero mozzafiato il secondo atto, dedicato interamente al famoso “Regno delle Ombre”, dove Solor incontra in stato di trance il fantasma di Mikya. Tra le eccezionali danzatrici che costruivano con i loro corpi in tutu bianco fascinose geometrie, vanno ricordate le tre “Ombre” soliste: la coreana Yuhui Choe, l’anglo-iraniana Yasmine Naghdi e la giapponese Akane Takada.

 

Sempre in diretta dal Covent Garden di Londra nei cinema e – a Cuneo – sempre al Don Bosco, il 28 ottobre gli appassionati di Richard Wagner hanno potuto godersi una bellissima e coinvolgente versione de “La Valchiria”, seconda puntata della strafamosa tetralogia dedicata all’”Anello del Nibelungo”.
Ultimo riallestimento della produzione del 2005 curata dal regista Keith Warner con le controverse (e ingombranti) scenografie di Stefanos Lazaridis (1940-2010), la serata vedeva sul podio Antonio Pappano e in scena un notevole cast, a partire dai sei protagonisti: Stuart Skelton (Siegmund), Emily Magee (la sorella gemella Sieglinde),Ain Anger (il di lei marito Hunding), John Lundgren (il dio Wotan, padre di Siegmund e Sieglinde) e soprattutto Sarah Connolly (Fricka, moglie di Wotan) e la portentosa Nina Stemme (la valchiria Brünnhilde).
Cinque ore di spettacolo senza cali di tensione, dove amore e morte, passione e tradimento, sentimenti e riflessioni filosofiche (ispirate da Schopenhauer), libertà e destino, mondo umano e mondo degli dèi s’intrecciavano senza soluzione di continuità. E poi, ovviamente, c’era anche la celeberrima “Cavalcata delle Valchirie”, dove “coloro che scelgono i guerrieri caduti in battaglia per portarle nel Walhalla” (questo è il significato della parola che le indica) sembravano streghe dedite ad un sabba di natura misteriosa.
Chi ha rinunciato a vedere questa “Valchiria” solo perché spaventato dalla lunghezza dello spettacolo o dalla fama wagneriana di autore troppo difficile, ha sbagliato clamorosamente.

I prossimi appuntamenti con la Royal Opera House al Cinema Teatro Don Bosco di Cuneo sono il 3 dicembre (alle 20.15) con il consueto “Schiaccianoci”natalizio (ancora con Marianela Núñez e Vadim Muntagirov) e il 22 gennaio (alle 19.45) con l’opera lirica “La dama di picche”di  Tchaikovsky (di nuovo con Antonio Pappano sul podio).
Chi ama la musica non dimentichi, però, il 7 dicembre – al Cinema Impero di Bra– l’inaugurazione della nuova stagione della Scala di Milano con l’”Attila”di Verdi. A dirigere sarà Riccardo Chailly, a curare l’allestimento il regista Davide Livermore, mentre protagonisti saranno Ildar Abdrazakov (Attila),Saioa Hernández (Odabella),  Fabio Sartori(Foresto) e George Petean (Ezio). Attenzione: la diretta inizia alle 18 e termina alle 20.30.

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