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Domenica 22 luglio 2018

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Visto con voi: “Mirabilia” a Busca

Il festival internazionale di circo, danza e teatro di strada conquista per sei giorni la città ai piedi della val Maira

Per la prima volta “Festival Mirabilia- International Circus & Performing Arts Festival” è giunto in quel di Busca, trasformando la tranquilla città ai piedi della Val Maira in un gioioso laboratorio espressivo a cielo aperto per sei giorni, dal 26 giugno al 1° luglio. Allestiti nelle piazze, nel Teatro Comunale, in quattro diversi chapiteau di diversa grandezza e in quella location mozzafiato che è il parco del Castello del Roccolo, gli spettacoli che si sono susseguiti hanno spinto curiosi, appassionati ed addetti ai lavori a peregrinazioni entusiasmanti da un luogo all’altro ma ovviamente, come capita in tutti i grandi festival, anche a rinunce, casuali o obbligate, per la contemporaneità di molti appuntamenti. Va detto pure che, rispetto alle edizioni fossanesi (o saviglianesi), gli spostamenti sono stati più faticosi, date le distanze (il Roccolo, per chi non lo sapesse, si trova fuori città) e la scarsezza di parcheggi. In compenso, l’allegria e il divertimento sono aumentati ulteriormente nel weekend con l’arrivo di “Musicando”, rassegna di bande musicali e musicisti vari che ha aumentato il tasso di caos creativo presente per le belle vie del centro storico di Busca. Insomma, una vera e propria ciliegina sulla torta.

Essendo impossibile parlare di tutti gli spettacoli (anche chi scrive ha dovuto fare delle scelte, non avendo il dono dell’ubiquità), è comunque doveroso segnalarne molti. I due lavori forse più belli, “Questo lavoro sull’arancia” di Marco Chenevier (Aldes-Tida) e “Lo spazio dell’anima” di Egribiancodanza, andati in scena entrambi nel parco del Roccolo, meritano – per così dire – un approfondimento monografico: del primo si parla, infatti, nella versione cartacea di questa rubrica, ne “La Guida” del 5 luglio, mentre il secondo sarà presto oggetto di un apposito articolo.

In una ipotetica “Top 10” di questo “Mirabilia” buschese va messo sicuramente anche “Phasmes” dei marsigliesi Libertivore (Chapiteau Festival, 26 giugno), trenta densissimi ed emozionanti minuti (tra danza, acrobatica e mano a mano) dedicati alle dinamiche e alle interconnessioni tra animale e umano, inconscio e conscio, sensazioni e sentimenti, primordiale e “civile”. Il tutto ideato da Fanny Soriano e reso possibile da due bravi performer (Voleak Ung e Vincent Brière), una scelta scenografica suggestiva (le foglie secche disseminate sulla pista), luci appropriate e musiche elettroniche intriganti (composte da Thomas Barrière).

E’ impossibile non inserire in questa lista “Behind The Dark” degli Loosysmokes (Bosco del Castello del Roccolo, 29-30 giugno). Costretti dalle severissime regole italiane sulla sicurezza a ripensare il loro lavoro ideato per un pubblico in movimento in un bosco buio (e non seduto, come è avvenuto obbligatoriamente a Busca), gli irlandesi hanno offerto comunque un grande spettacolo visionario, dai toni elegantemente horror, che raggiungeva il suo apice nelle scene di acrobazia aerea tra i grandi alberi del parco, complici musiche adeguate, luci e proiezioni elettroniche dai risultati sorprendenti.

Non possono mancare neanche i divertentissimi Cru Cru Cirque di Tokyo (Teatro Comunale, 29-30 giugno e 1° luglio) che, giocando su stereotipi, iconografie e tradizioni giapponesi, hanno proposto un lavoro (“8Q3”) tanto esilarante, quanto intelligente e – soprattutto grazie all’intervento di un’impressionante contorsionista – elegante.

Molto bello era anche “Dodai”, lo spettacolo di giocoleria coreografica presentato dal tedesco Stefan Sing con il suo gruppo Critical Mess (Chapiteau Festival, 28-29 giugno). Un lavoro visivamente potente, frutto di una drammaturgia solida, che diventerà ancora più convincente quando tutti i performer (e non solo alcuni) saranno più credibili da un punto di vista teatrale.

Un problema analogo presentava Veronica Capozzoli (del Kolektiv Lapso Cirk): nel suo “11. Il tempo è una linea verticale” si muove tra performance, installazione ed equilibrismo, creando geometrie continue e discontinue e costruendo entità tra il mostruoso e il fantastico realizzate con – appunto – undici sedie. Peccato, quindi, per i toni un po’ casuali  dell’interpretazione e dei costumi di scena dell’autrice/interprete e del suo macchinista (David Diez Mendez), il cui ruolo anche teatrale dovrebbe essere curato maggiormente.

Molto riuscito, senza se e senza ma, era invece “Grip”, presentato dalla compagnia milanese Fattoria Vittadini in un appartamento del centro storico di Busca (28-29-30 giugno). Protagonisti: il violinista-performer scozzese Alex Ross McCabe eRiccardo Olivier (autore – tra l’altro – delle notevoli coreografie dell’opera lirica “La donna serpente” di Casella, in scena al Regio di Torino nel 2016 con la regia di Arturo Cirillo). Insieme i due, in poco più di 15 intensi minuti, hanno creato un intenso percorso tra danza contemporanea e teatro dalle forti e coinvolgenti vibrazioni esistenziali, grazie anche ai molti momenti di interazione col pubblico (necessariamente ristretto, visto il piccolissimo ma intimo spazio).

Nella “Top 10” ci dev’essere anche l’altro spettacolo presentato da Marco Chenevier a Busca, “Quintetto” (Teatro Comunale, 26-27 giugno). Un lavoro che, se da un lato ha una forte componente politico-polemica (relativa alla scarsa attenzione della politica alla cultura e alla ricerca), è anche la strepitosa costruzione in diretta, con la collaborazione del pubblico, di un surreale quanto sentito omaggio coreografico a Rita Levi Montalcini e alla sua passione per la scienza.

Dulcis in fundo, le star assolute di quest’edizione buschese di “Mirabilia”: i fantastici artisti dell’italo-francese Circo Zoé (tra cui anche una cuneese, la bravissima Chiara Sicoli), che hanno proposto nel loro chapiteau, ogni giorno per tutta la durata del festival, “Born To Be Circus”, uno spettacolo già visto lo scorso anno a Fossano ma ora ripensato con nuovi numeri, musiche dal vivo totalmente composte dal bravo Diego Zanoli e un virtuosismo circense ancora maggiore. Con grande senso del ritmo ma anche della poesia, un’atmosfera un po’ vintage e surreale, notevole ironia e grande intelligenza, lo show merita il successo che sta ottenendo un po’ ovunque.

Una segnalazione meritano anche “Tout là-haut”, il divertente spettacolo che Piergiorgio Milano ha allestito con i ragazzi del secondo e del terzo anno della scuola di circo Flicdi Torino (Chapiteau Festival, 30 giugno), “The Clayhead Show”, la performance a base di argilla dello scozzese Tom Campbell (Piazza Santa Maria, 29-30 giugno e 1 luglio) e, fuori programma, l’esibizione in Piazza della Rossa (30 giugno) della più che effervescente Compañía Rampante formata dagli irrefrenabili argentini Florencia Caro e Luciano Ranieri.

Tra le delusioni, invece, si devono citare: Unati, la compagnia francese tra circo, danza e musica diretta da Anthony Weiss, il cui spettacolo “Ûman” (Chapiteau Zoé, 28 giugno) immerge sorprendenti acrobazie aeree in un bailamme barocco di suggestioni fantascientifiche ed esoteriche piuttosto irritanti; “Perverso” degli spagnoli Thomas Noone Dance (Castello del Roccolo, 30 giugno), un lavoro povero di idee, soprattutto se si pensa che il gruppo è lo stesso che ha presentato la sua notevole “Medea” in forma di danza anche al Toselli di Cuneo; “Circo terapia” del Circo Peppino Medini (Chapiteau Medini, 29-30 giugno e 1 luglio), un mix non riuscito tra il linguaggio della tradizione (di cui i Medini sono una notevole espressione) e quello del nuovo circo.

Arrivederci a Busca per “Mirabilia 2019”!

 

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