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Lunedì 22 ottobre 2018

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Sibille rassicura i sindaci su Piano d’Ambito e gestione dell’acqua

"Fare in modo che la gestione dell’acqua sia non solo trasparente ma anche indipendente da ogni interesse che non sia quello del cittadino utente finale"

Cuneo – Bruna Sibille, presidente dell’Ato 4 dell’acqua della provincia di Cuneo e sindaco di Bra, scrive a tutti i suoi colleghi, gli altri 249 sindaci della provincia di Cuneo, per rassicurarli sul cammino del Piano d’Ambito e per smentire le voci messe in giro dall’approvazione delle osservazioni avvenuta la scorsa settimana all’unanimità dei presenti in Conferenza d’Ambito. Scrive in modo chiaro elencando a punti le varie risposte ai dubbi che stanno sorgendo e concludendo in modo altrettanto chiaro: “Cara/caro collega Sindaco, in fondo  il nostro compito è semplice: fare in modo che la gestione dell’acqua sia non solo trasparente ma anche  indipendente da ogni interesse che non sia quello del cittadino utente finale, vale a dire noi stessi”.

Ecco il testo della lettera:

Gentile collega Sindaco,
il crescendo di ‘libere interpretazioni’ di questi giorni sul Piano d’Ambito mi spinge a sintetizzare la natura reale del Piano stesso. Dunque, procedendo per punti:

  • il Piano d’Ambito altro non è che uno strumento dinamico che si prefigge mantenimento e miglioramento delle infrastrutture del Servizio Idrico reso agli utenti dell’intera Provincia;
  • è stato elaborato con la collaborazione di Hydrodata SpA, società leader del settore, accogliendo in decine di incontri le istanze delle aree omogenee, dei sindaci, dei gestori, con la indispensabile attenzione alla sostenibilità economico-finanziaria del sistema fissata dalla committente ATO n.4;
  • è necessariamente un ‘documento aperto’ ad accogliere sia le esigenze emergenti dal territorio che nuovi progetti strategici, tutti valutabili ed inseribili nelle previste revisioni periodiche;
  • mira a potenziare un sistema idrico distributivo interconnesso per garantire la massima continuità di servizio anche in condizioni di emergenza;
  • punta all’attivazione di nuovi approvvigionamenti per prepararsi senza indugio alle criticità generate dai progressivi mutamenti climatici;
  • indica il dettaglio degli interventi che dovranno essere realizzati nel primo quadriennio, in linea con l’indicazione di programmazione temporale stabilita dall’Autorità di Regolazione nazionale ARERA (già AEEGSI);
  • prevede ogni 4 anni l’aggiornamento del Programma degli Interventi a seguito del confronto Comuni/Ato/Gestore, al netto di indifferibili eventi calamitosi sopravvenienti;
  • a partire dal 2022 sono evidenziati gli interventi strategici a livello d’Ambito ed il budget annuale per le diverse tipologie d’intervento (sostituzione/potenziamento di reti e impianti, contatori, mezzi d’opera ecc.);
  • dopo il periodo di tre mesi per la stesura, conclusosi il 27 dicembre 2017, sono state esaminate le ulteriori osservazioni pervenute, che sono state già inserite nel programma operativo  del quadriennio 2018 – 2021: tutte le osservazioni presentate dai Comuni sono state accolte totalmente o parzialmente;
  • non sono state accolte ma puntualmente controdedotte parte delle richieste presentate da soggetti diversi, talune palesemente strumentali o miranti a procrastinare lo status quo.

Permettendomi di essere esplicita anche più del mio solito, devo dirti che chiunque affermi che il Piano è uno strumento rigido e immutabile dice una sciocchezza, o peggio mente consapevolmente.
Credo che sia anche opportuno fare chiarezza sull’iter procedurale in corso: esso non è un’invenzione della nostra ATO ma l’applicazione di normativa vigente, obbligante e non facoltativa. Anche qui per punti:

  • il territorio provinciale costituisce per legge “ambito territoriale ottimale” per il quale è previsto il ‘gestore unico’, materia non modificabile se non con un superiore atto legislativo;
  • l’approvazione del Piano è un atto dovuto, sconta anni di discussioni e ritardi che non hanno prodotto soluzioni alternative legalmente praticabili;
  • le concessioni ai gestori (a meno del Monregalese) sono scadute nel corso del 2017, non sono rinnovabili, la proroga concessa scade a marzo 2018;
  • ogni ulteriore dilazione, oltre a non essere giustificata da motivazioni legittime né plausibili, determina il rallentamento degli investimenti e conseguenti carenze di servizio, che penalizzerebbero sempre più l’utente finale, senza dimenticare la ricaduta che avrebbero gli stessi investimenti sul territorio provinciale in merito al lavoro e all’occupazione;
  • ritengo che essere accusati di “avere tutta questa fretta” sia atteggiamento pretestuoso, disconoscente la norma e la realtà, non responsabile;
  • la scelta della modalità di affidamento del servizio al gestore unico sarà affrontata nella prossima Assemblea e decisa in successiva Conferenza, scegliendo tra i tre modelli previsti dalla normativa: 1) gara europea per affidamento a gestore “privato”; 2) gara a doppio oggetto per la scelta del socio privato in caso di gestore “ misto pubblico-privato”; 3) affidamento diretto a società “in house” a totale partecipazione pubblica;
  • su detta modalità di affidamento ci sarà quindi modo di dibattere ampiamente, per adottare infine il modello che avrà il maggiore consenso all’interno dell’Assemblea stessa.

Ancora qualche considerazione finale per chiudere, per quanto mi riguarda, questa partita di chiarezza:

  • nel decennio 2006-2015 gli investimenti EFFETTIVI dell’intero sistema gestionale provinciale sono stati in media di 21 Euro/abitante/anno (al netto dei contributi a fondo perduto);
  • fino a che gli investimenti dovevano essere anticipati dai gestori e recuperati gradualmente in tariffa, nessuno aveva sollevato problemi o incertezze;
  • nemmeno il fatto che il sistema distributivo vedesse, come vede, il 40% di perdite non aveva finora agitato nessuno;
  • ora che il Piano raddoppia gli investimenti previsti portandoli a 40 Euro/abitante/anno per i prossimi 30 anni, incomprensibilmente questa cifra per alcuni diviene insufficiente;
  • questa, non altre, è l’unica risposta seria alle paure che vengono disseminate sul territorio.

Cara/caro collega Sindaco, in fondo  il nostro compito è semplice: fare in modo che la gestione dell’acqua sia non solo trasparente ma anche  indipendente da ogni interesse che non sia quello del cittadino utente finale, vale a dire noi stessi. Di nessun altro interesse possiamo tenere conto.

A tua disposizione per ogni ulteriore chiarimento, ti ringrazio per l’attenzione.

La Presidente
Prof.ssa Bruna Sibille

 

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