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Sabato 21 aprile 2018

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Visto con voi: un “Pinocchio” saluzzese

La Guida - Visto con voi: un “Pinocchio” saluzzese

Nel 2013 si parlava – nella versione cartacea di questa rubrica – del “Pinocchio” di Babilonia Teatri (compagnia veneta Leone d’Argento alla Biennale 2016), visto a Racconigi ed interpretato da tre uomini usciti dal coma i quali, con quel racconto di una metamorfosi, mostravano il loro complicato ritorno alla vita.Ora si confronta con la storia di Collodi anche il grande Antonio Latella, che i cuneesi ricorderanno per “Le lacrime amare di Petra Von Kant” e “Un tram che si chiama desiderio” al Toselli.Per il suo “Pinocchio” che, dopo il debutto a febbraio al Piccolo di Milano, è arrivato anche al Carignano di Torino (29 novembre-3 dicembre), il regista campano ha creato uno spazio visionario, fiabesco e spaventoso, aiutato dai costumi di Graziella Pepe, dalle musiche di Franco Visioli, dalle luci di Simone De Angelis e soprattutto dalle scene di Giuseppe Stellato che, oltre a far piovere per quasi tutto il tempo trucioli (grazie ad un gigantesco marchingegno poi apparso mostruosamente in scena), ha disposto sul palco strumenti come in una falegnameria surreale, rapaci impagliati e un grande tronco che una struttura mobile ha spinto alla fine verso il pubblico.Nella rilettura drammaturgica di Latella, Pinocchio è un ragazzo patologicamente solo e perennemente affamato, che si porta dietro il tronco da cui è stato creato, Geppetto è un padre decisamente egoista, il Grillo una figura inquietante con lunghissime antenne, i burattini di Mangiafuoco un omaggio alla commedia dell’arte, la Fata Turchina sembra più una strega o un personaggio di Angela Carter. Grazie ad una regia intelligentissima e piena di sorprese e un ottetto di attori uno più bravo dell’altro, il risultato è stato semplicemente indimenticabile.A prendersi più applausi di tutti è stato, però, il Pinocchio dell’attore saluzzese Christian La Rosa (regista a sorpresa, qualche settimana fa, anche di un notevole Feydeau amatoriale con gli attori di Teatro Prosa Saluzzo): la sua performance frenetica non è semplicemente virtuosistica, ma ricchissima di sfumature emozionanti che rendono il suo Burattino un intreccio di dolore e rabbia e giustificano in pieno la candidatura al premio Ubu come miglior attore under 35. Tifate per lui il 16 dicembre all’assegnazione di quelli che sono un po’ gli “Oscar” del teatro!Tra l’altro, la diretta della premiazione, che avverrà dalle 15 in poi al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano, è trasmessa come ogni anno da Rai Radio3.La lista dei finalisti nelle varie categorie (in pole position c’è anche il “Macbettu” che i cuneesi vedranno al Toselli in questa stagione) si trova all’indirizzo: http://www.ubuperfq.it/fq/index.php/it/premi-ubu/premio-ubu-2017/i-finalisti

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