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Venerdì 21 settembre 2018

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La storia di Karamo e i problemi alla vista, per un anno rinchiuso al buio in Libia

La Guida - La storia di Karamo e i problemi alla vista, per un anno rinchiuso al buio in Libia

Centallo – (fm). Karamo è un giovane senegalese di 20 anni e Gianfranco Falco si è preso a cuore la sua salute, in particolare il problema più urgente, quello della vista. Lui è stato rinchiuso per un anno nelle prigioni libiche al buio e mantenuto a pane e acqua e selvaggiamente picchiato. Riporta le conseguenze nei denti e negli occhi, un paio di occhiali gli cambierebbe la vita.“È un ragazzo in gamba e volenteroso – dice Falco – studia con profitto. Mi sono rivolto alla dottoressa Patrizia Indemini, del reparto di Oculistica del Santa Croce, che gentilmente lo ha visitato ed ha consigliato un tipo di lenti per occhiali che può risolvere il problema; l’ho accompagnato dall’ottico, presto gli occhiali saranno pronti ma Karamo non è in grado di pagarli”.Se qualcuno intende dare una mano a questo giovane può telefonare a Gianfranco Falco: 348.7600058.I problemi alla vista nascono da ciò che Karamo ha patito quando i libici lo hanno massacrato di botte e tenuto in prigione per un anno in cella al buio a pane e acqua. Karamo nasce in un villaggio della parte bassa del Senegal. Suo padre abbandona la madre con due figli quando lui ha dieci anni. A quell’età comincia a lavorare, aiuta nella coltivazione e raccolta delle arachidi, ma riesce appena a sfamarsi. Scoppia una guerriglia, il villaggio viene assaltato: scappano tutti e Karamo finisce in una città, Tambacounda, dove cerca di sbarcare il lunario con diversi lavori, ma non sempre riesce a sfamarsi. Si sposta in Mali ma la situazione non cambia. Si aggrega quindi a un gruppo deciso a raggiungere la Libia e dal Mali si attraversa il Niger. A tutto questo si aggiungono le continue aggressioni di squadre di banditi e degli stessi miliziani che chiedono pedaggi assolutamente arbitrari. Chi non paga viene fatto schiavo; lavora per loro finché non ha pagato quel che hanno stabilito questi banditi. Karamo non ha un soldo. Viene ripetutamente trattenuto per pagare il suo «debito» poi riprende il viaggio nel deserto che in questo modo si trascina a lungo, finché giunge in Libia e qui trova il peggio. 
Poiché non ha soldi da consegnare per superare i vari controlli, viene picchiato violentemente, ha ancora i denti rotti a causa delle botte, e ceduto come schiavo a una banda di banditi che lo tiene per un anno in una cella al buio; come vitto mezza pagnotta di pane e una ciotola di acqua. Le condizioni estreme devono convincere il detenuto a chiedere i soldi ai famigliari per poi essere lasciato andare.Karamo sarebbe rimasto in quella cella se un giorno non ci fosse stato un regolamento di conti fra bande rivali di cui lui ed altri hanno approfittato per scappare.
È poi riuscito a imbarcarsi per l’Italia, ma le sue condizioni di salute erano molto gravi: da Lampedusa è stato mandato in ospedale per le prime cure; quando poi è stato destinato a Cuneo è stato ricoverato al Santa Croce; ora le sue condizioni, da un punto di vista generale, sono migliorate. Resta il problema della vista e dei denti, da qui l’appello di Gianfranco Falco.

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