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Lunedì 23 luglio 2018

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Il treno Cuneo-Torino, per ora, carico di promesse

La Guida - Il treno Cuneo-Torino, per ora, carico di promesse

Cuneo – Sono usciti soddisfatti, Claudio Menegon e Renata Bollati, dall’incontro con Francesco Balocco, assessore ai trasporti della Regione Piemonte. Entrambi pendolari tra Cuneo e Torino, affermano: “Siamo stati accolti piuttosto bene e il clima si è sempre mantenuto cordiale. Abbiamo trovato persone collaborative e piene di buona volontà. Adesso aspettiamo i fatti dopo le mille promesse ricevute”. Che riguardano un po’ tutti i punti dolenti elencati nella petizione lanciata a gennaio e chiusa la settimana scorsa: dalla ristrutturazione delle stazioni alla sicurezza, dai ritardi alle soppressioni al raddoppio della Fossano-Cuneo. “Le 1260 firme che abbiamo raccolto, anche presso la redazione de La Guida, hanno dato peso, forza e ufficialità alle nostre richieste”, spiega Menegon, “e qualcosa di concreto già s’è mosso, tant’è vero che nella stazione di Cuneo hanno cominciato a installare le videocamere nei sottopassi e a livello binari, non solo sul primo ma anche sugli altri”. Il grosso dei lavori, compreso l’abbattimento delle barriere architettoniche, si svolgerà poi nel 2018, secondo una nota diramata da Rete ferroviaria italiana. Oltre che nel capoluogo saranno interessate le stazioni di Savigliano, Cavallermaggiore, Racconigi e Carmagnola sulla linea per Torino; di Mondovì, Bra e Alba nel resto della Granda. La conclusione è prevista per il 2024. “Sul fronte orari e ritardi le notizie sono meno confortanti”, osserva Menegon, “grafici alla mano, l’assessore ci ha mostrato che non sarà possibile anticipare il regionale da Cuneo dalle 6,54 alle 6,45 com’era una volta. E che sarà molto difficile evitare il tappo causato dal treno del Servizio ferroviario metropolitano che lascia Fossano alle 7,01. S’è però impegnato a rendere tassativa la coincidenza a Fossano del treno delle 18,25 partito da Torino. Per chi è diretto a Limone si tratta dell’ultimo treno di giornata. C’è solo da sperare che Trenitalia non faccia poi orecchie da mercante”. Irrisolto rimane anche il collo di bottiglia oltre la stazione di Lingotto, temuto da tutti i cuneesi che, incolonnati nei corridoi perché ormai a poche centinaia di metri da Porta nuova, si trovano invece ancora fermi per lunghi minuti mentre convogli da Asti e da Savona sfrecciano loro accanto.Menegon e Bollati hanno scoperto che l’assessore ha una insospettata conoscenza di prima mano: “Fa vita pendolare come noi, viaggiando tutti i giorni da Fossano, ed ha già sperimentato un po’ tutti i più classici problemi. Oltre ai ritardi, finestrini impossibili da tirare già o da tirare giù, carrozze tenute chiuse, porte guaste, riscaldamento e aria condizionata mal regolati – contro i quali la Regione sta provvedendo a svecchiare il materiale rotabile. Condivide poi la sensazione d’insicurezza in certe ore e su certi treni, quando bande di nordafricani, in gran parte, fanno a bordo ciò che vogliono o gruppi di prostitute si allargano, mangiano e urlano, come sul regionale da Torino delle 19,25”.

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