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Domenica 23 settembre 2018

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Roberto Borsi, 80 anni e dieci maratone in ricordo del figlio

La Guida - Roberto Borsi, 80 anni e dieci maratone in ricordo del figlio

Cuneo – A 80 anni vincere, nella propria categoria, la mezza maratona di New York e prepararsi per la maratona di Honolulu, tra le più partecipate al mondo. Ma non finisce qui: la storia di Roberto Borsi va ben oltre. Quando decise di iniziare a correre, di anni ne aveva 70 e il suo proposito era di partecipare a 10 maratone, in ricordo del figlio Alberto, medico veterinario con la passione per la montagna, che perse la vita a 40 anni mentre scalava la parete nord del Lyskamm, nel gruppo del Monte Rosa, con l’amico Enrico Quaranta, colpiti da un fulmine che non lasciò loro scampo.“Nella vita avevo sempre praticato sport: tennis, calcio, ma non ero un corridore. A 70 anni, dopo la scomparsa di mio figlio Alberto, ho deciso di prepararmi con l’obiettivo di correre 10 maratone, anche se non ne avevo mai corsa una in vita mia” racconta. Un programma ambizioso, un sogno che all’inizio gli era sembrato quasi impossibile, ma in ricordo di suo figlio, che aveva scalato 250 cime in quattro continenti, ed era stato anche tennista classificato, poteva farcela.Così, la prima è stata naturalmente quella di New York, nel 2006, poi Roma e ancora la Grande Mela nel 2007, Berlino nel 2009, Chicago e Boston nel 2010, Londra e Amsterdam nel 2011, Parigi e Atene nel 2012, a completare il suo proposito iniziale.In realtà poi Roberto decide di continuare e nel 2015 è alla maratona di Tokyo, dove, verso il trentesimo chilometro, si procura una distorsione alla caviglia sinistra e deve ritirarsi. “A luglio dello stesso anno, la mia adorata moglie Silvana viene colpita da un male incurabile e il 5 febbraio 2016 mi lascia”. E Roberto torna a correre. Questa volta per onorare il ricordo anche della moglie. Ancora una volta lo fa con la costanza e la passione di chi è mosso dagli affetti e i risultati non tardano a venire. “Ricomincio correndo delle mezze maratone – spiega -, anche se il ricordo più bello resta quello delle maratone, più emozionanti e impegnative. Ogni corsa poi ha una storia a sé”.A giugno 2016 a Tromso, in Norvegia, la mezza maratona del sole di mezzanotte e poi la mezza di Shanghai. L’ultima in ordine di tempo la mezza di New York, dove si classifica primo nella sua categoria, Over 80. Minimizza Roberto: “Da quest’anno sono passato nella categoria dagli 80 anni in su. Si vede che, semplicemente, gli altri hanno corso più piano di me…”.Intanto continua a correre: a maggio farà la mezza di Toronto, dal 4 al 10 giugno il giro podistico della Val d’Orcia in Toscana. “Poi farò il nonno all’Estate Ragazzi del Country Club a Cuneo e a luglio porterò mio nipote Alberto a vedere il torneo di tennis a Wimbledon” conclude.A dicembre però ha in programma un altro appuntamento impegnativo: la maratona di Honolulu, una delle più partecipate al mondo. “Vorrei farla, se sarò pronto fisicamente”. Lo sarà di certo, almeno a giudicare dagli ultimi dieci anni a questa parte… 

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