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Martedì 22 maggio 2018

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Visto con voi: una “Violetta” newyorchese

La Guida - Visto con voi: una “Violetta” newyorchese

Negli stessi giorni in cui le cronache milanesi raccontavano della Scala in visibilio per le tre performance di Anna Netrebko nella ripresa de “La traviata” di Liliana Cavani, gli appassionati di lirica hanno potuto godersi un’altra Violetta metafisica, interpretata questa volta dalla soprano bulgara Sonya Yoncheva. Era lei la protagonista assoluta dell’attuale allestimento dell’opera verdiana al Metropolitan di New York, che la benemerita iniziativa “Live in HD” porta nei cinema di tutto il mondo, compresi – il 14 marzo – quelli italiani. Chi quella sera era, ad esempio, al Cinema I Portici di Fossano (o al Cinema Impero di Bra), s’è reso conto dopo pochi minuti che stava assistendo ad uno spettacolo straordinario.Ripresa di una produzione che aveva debuttato al Festival di Salisburgo nel 2005 (guarda caso con Anna Netrebko protagonista), questa “Traviata” newyorchese vede il regista tedesco Willy Decker puntare tutta l’attenzione sulla complessità psicologica dei personaggi di questa tragedia in musica.Messe da parte le consuete scenografie realiste e più o meno sontuose (come quella della recente riproposta scaligera), la storia si svolge in uno spazio vuoto – più mentale che reale – circondato da un muro semicircolare (o semiellittico). Un grande orologio scandisce l’avvicinarsi della morte, simboleggiata sin dall’inizio da un uomo anziano, la cui presenza inquietante oscura anche i momenti più gioiosi e che alla fine, con una brillante trovata drammaturgica, risulterà essere Grenvil, il dottore che cerca invano di salvare Violetta dalla tubercolosi.Pochi sono gli altri elementi: un divano rosso e qualche bottiglia di champagne, protagonisti di uno spettacolare “Libiamo ne’ lieti calici” nel primo atto, vari divani bianchi e grandi tessuti/lenzuoli a fiori nel secondo e poco altro.Con il Coro (bravissimo) utilizzato in modo quasi coreografico, volutamente spersonalizzato e tutto vestito (uomini e donne) con completi neri da party elegante, tutto è focalizzato su Violetta, Alfredo e Germont, grazie ad un intenso e ricco lavoro registico sui gesti, sulle posture e sui movimenti scenici che non ostacolano ma anzi arricchiscono le prestazioni dei cantanti, anche splendidi attori, in perfetta sintonia con la conduzione della Met Orchestra da parte del viareggino Nicola Luisotti.Se il Germont del baritono Thomas Hampson entusiasmava per forza e spessore e l’Alfredo tra amore e gelosia, passione e furia del tenore Michael Fabiano stupiva per la sua credibilità psicologica, era però Sonia Yancheva a lasciare senza fiato. La sua Violetta, realizzata con una voce stupefacente e con la verve e le sfumature raffinate di una grande interprete teatrale, difficilmente verrà dimenticata da chi l’ha vista. Commovente ed emozionante, complessa e spontanea, era il centro di uno spettacolo talmente bello da far venire le lacrime agli occhi per l’emozione anche nelle scene di per sé meno struggenti. Indimenticabile.Le proiezioni in alta definizione delle produzioni del Metropolitan continuano (grazie a Stardust che organizza l’evento nel nostro Paese) il 28 marzo alle 19,30 con “Idomeneo” di Mozart (con la regia di Jean-Pierre Ponnelle e la direzione dell’Orchestra del Met affidata al leggendario James Levin), il  26 aprile alle 19,30 con “Eugene Onegin” di Čajkovski (con la strepitosa Anna Netrebko, il che merita la visione di per sé) e infine il 16 maggio, sempre alle 19,30, con “Der Rosenkavalier” di Richard Strauss con la regia di Robert Carsen (lo stesso che cura la serie delle opere di Janacek che in questi anni sta mettendo in scena il Regio di Torino).In provincia di Cuneo, le sale sono sempre I Portici di Fossano e il Cinema Impero di Bra. Assente non giustificata la città di Cuneo.

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