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Martedì 11 dicembre 2018

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Confindustria Cuneo: “Senza voucher torna il lavoro nero”

La Guida - Confindustria Cuneo: “Senza voucher torna il lavoro nero”

Cuneo – Come la Coldiretti regionale e altre realtà che rappresentano il mondo dell’impresa, dell’economia e del lavoro, anche Confindustria Cuneo si schiera contro l’abolizione dei voucher decisa dal governo per scongiurare un nuovo appuntamento con le urne, nel referendum che era stato fissato per fine maggio. Secondo l’associazione che rappresenta gli industriali della Granda, questo provvedimento favorirà il lavoro nero: “Anche se da semplificare, i buoni lavoro erano l’unico modo per legalizzare i piccoli lavoretti – sostiene il presidente dell’organizzazione Franco Biraghi, in una nota diffusa oggi -. Chi ha voluto eliminarli vuole favorire il lavoro nero, punto. Avevamo lo strumento, certamente da semplificare, per dare una dignità ai cosiddetti ‘lavoretti’ che fanno soprattutto studenti, pensionati e tutti coloro che hanno bisogno di ‘arrotondare’. E, soprattutto, di legalizzare un mondo che altrimenti rischia di tornare nel sommerso. Avevamo l’occasione di far diventare l’Italia un Paese serio, moderno, dove si cerca di eliminare, con gli strumenti in nostro possesso, l’illegalità. Si è optato per l’alternativa: non far lavorare la gente, o farla valorare in nero”.Biraghi appoggia quanto affermato dal presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia: a questo punto sarebbe stato preferibile, rispetto alla cancellazione, il referendum popolare proposto dalla Cgil: “Si è così andati nella direzione unilaterale e senza nemmeno un ‘dibattito referendario’ di abolire uno strumento che funzionava prima di averne trovato uno nuovo. Certo, i voucher andavano semplificati; invece si è scelto di non eliminare il lavoro nero e di non dare la possibilità ai giovani, ai pensionati o a chi ha bisogno di avere un secondo impiego di agire in maniera semplice e lecita, eliminando l’unica forma di remunerazione che la legge consentiva, per non cadere nel sommerso, per certi tipi di prestazioni. Parliamoci chiaro: non è che senza i voucher si rinuncia a lavorare quando se ne ha bisogno: ora, semplicemente, si tornerà a farlo in modo illegale. È l’ennesima occasione persa”.

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