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Venerdì 19 ottobre 2018

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Visto con voi: Elisa Spagone danza Enomisossab

La Guida - Visto con voi: Elisa Spagone danza Enomisossab

Sono online da qualche settimana su YouTube due video musicali che merita davvero vedere: “Endless Summer” e “Bastet”, diretti rispettivamente da Matteo Silvan e Luca Giglio, due interessanti artisti visuali torinesi. L’autore dei brani è uno dei personaggi meno inquadrabili della scena alternativa italiana, Simone Basso, in arte Enomisossab. Già carismatico e provocatorio cantante/performer – a fine anni ’80 – dei Jesus Went To Jerusalem e di Der Tod, è originario di Garessio ma da un po’ di tempo vive a Cuneo.  I due pezzi sono tratti dal suo nuovo album “Kykeon”, interamente registrato in due studi della Granda, il MaM di Cavallermaggiore e il Piave 34, creati e gestiti da due importanti “producers” cuneesi: rispettivamente,  Riccardo Parravicini (noto per i suoi lavori con  Marlene Kuntz, Max Gazzé, Daniele Silvestri e Niccolò Fabi) e Fabrizio Barale (musicista, membro degli Yo Yo Mundi, collaboratore di artisti del calibro di Ivano Fossati nonché docente al Conservatorio “Ghedini”).Nell’album, che prende il nome dalla bevanda rituale usata nell’antica Grecia da chi celebrava i misteri eleusini, ci sono però, oltre a ospiti come Antonio Marangolo (con Paolo Conte negli anni ’80), anche altri cuneesi: il chitarrista Gabriele Grosso (Mambo Melon), la violoncellista Laura Vertamy (Lizziweil), il musicista elettronico Paolo Beltrando (noto anche come Atzmo e come pilastro della Betulla Records), il bassista Franco Gullotta (già con Simone nei Jesus Went To Jerusalem) e l’attrice Laura Barbero (che, nel brano “Amico dell’assenza”, recita brani da “La presenza di Orfeo” di Alda Merini).Il risultato sono 7 pezzi potenti e sorprendenti, che escono per l’etichetta EdisonBox (un’altra bella realtà cuneese, dal cui ricco sito sono scaricabili), dove Simone incanta e sorprende con le sue sperimentazioni vocali in bilico tra Demetrio Stratos e Carmelo Bene. Abbinato però a musica meno intransigente del solito, il tutto appare godibile e non certo per pochi preparatissimi eletti, nonostante le ispirazioni colte, i testi criptici spesso ridotti a puri suoni (uno è ispirato a Rainer Werner Fassbinder, un altro alla lingua immaginaria del formidabile libro “Epepe” di Ferenc Karinthy) e i campionamenti esoterici di musicisti non proprio pop come Heino Eller, Sofia Gubaidulina, Anders Hillborg e Alice Coltrane.Protagonista assoluta di entrambi i videoclip è la brava Elisa Spagone, coreografa e danzatrice torinese conosciuta da queste parti per il suo interessante laboratorio di teatro danza (Old Stones Project) all’Atlante dei Suoni di Boves, che ha prodotto due spettacoli (l’ultimo, “Nodi di seta”, andato in scena a giugno).  Aiutata dai due bravi registi, dà letteralmente corpo alle atmosfere create da Simone Basso con due riuscite performance di danza contemporanea: in “Endless Summer”, mostra il tormento di una sorta di sposa/Ofelia alla vigilia di un’imminente tragedia, mentre in “Bastet” ci conduce in un mondo inquieto e cupo, onirico e surreale, quasi à la “Twin Peaks” di David Lynch. Con risultati da non perdere.Come è da non perdere l’album di Enomisossab, consigliato a tutti coloro che, ascoltando musica, detestano la routine e cercano una colonna sonora inaspettata per queste giornate autunnali.

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