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Mercoledì 17 ottobre 2018

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Visto con voi: “Marina Abramović” al cinema

La Guida - Visto con voi: “Marina Abramović” al cinema

Diventata un’icona e allo stesso tempo una superstar dell’arte contemporanea, Marina Abramović ha tra i suoi principali meriti l’aver reso popolare (o comunque non più solo di nicchia) la “performance art”, ovvero quell’espressione artistica che, secondo la Treccani, “consiste nella messa in scena di una ‘azione’ programmata, entro uno spazio non necessariamente istituzionale, di solito alla presenza di un pubblico”. Il fatto più sorprendente è che ci è riuscita senza compromessi, senza edulcorare i messaggi che voleva comunicare, né risparmiarsi in quanto ad energia profusa nella creazione.  Infatti, l’artista d’origine serba (è nata a Belgrado nel 1946, anche se sembra molto più giovane) ha usato il proprio corpo, spesso sottoponendolo a stress a dir poco impressionanti, per proporre performance dove spesso e volentieri vita e arte si confondono.  Emblematica è stata in questo senso la sua personale al MoMa di New York nel 2010 dove, accanto alla presentazione di vecchie azioni riproposte da nuovi performer, si è svolta per tre mesi “The Artist Is Present”, in cui Abramović accoglieva, seduta dalla mattina a sera, i visitatori che potevano dopo ore di attesa porsi a turno di fronte a lei e interagire in modo apparentemente intangibile, col risultato che sovente molti di loro si commuovevano o addirittura si scioglievano in lacrime. Come colpiti dall’assoluta gratuità della silenziosa offerta di sé dell’artista, che finiva per diventare una sorta di specchio in cui ritrovarsi o trovare consolazione, come mostra il bellissimo e omonimo documentario sulla mostra (Feltrinelli Real Cinema). Quest’imprevedibile figlia della Jugoslavia comunista (entrambi i genitori avevano ruoli importanti nel regime di Tito) è anche la protagonista dell’emozionante “The Space In Between” del regista brasiliano Marco Del Fiol, che ha inaugurato la nuova edizione della rassegna “La grande arte al cinema” che porta nei cinema, ogni volta per pochi giorni, documentari di argomento artistico su mostre, musei o eventi di notevole interesse. In particolare, il film su Marina Abramović è stato proiettato il 3, il 4 e il 5 ottobre in tutta Italia e, da queste parti, anche a Cinelandia a Borgo San Dalmazzo e ai Portici di Fossano.Il tema del docufilm è il viaggio che l’artista (ormai naturalizzata statunitense) ha svolto in Brasile a cavallo tra il 2012 e il 2013, in un momento di particolare sofferenza, che coincideva con la fine di un’importante relazione sentimentale.  I luoghi scelti – di un percorso di fatto sia interiore sia artistico – coincidevano con manifestazioni sorprendenti della spiritualità del grande Paese sudamericano: un guaritore che compie operazioni chirurgiche in stato di trance come il celebre João de Deus, una chiesa decisamente sincretica come la Vale do Amanhecer, che mescola elementi cristiani con forme religiose di origini a dir poco diversissime, una donna capace di curare le erbe in modo prodigioso (Dona Flor di Alto Paraíso)  e un’altra che usa il cibo come medicina (Aldaci Dos Santos), un naturopata/sciamano come Rudá Iandé o una vecchissima sacerdotessa del culto candomblé come Mãe Filhinha. E così via. Un itinerario attraverso cui Marina cerca se stessa, si confronta con il dolore e con le proprie paure, ma scopre anche nuove motivazioni per la sua arte, tanto che il viaggio ha ispirato un’installazione come quella di “Terra comunal”, vista al SESC Pompeia di San Paolo nel 2015. Tra immagini bellissime, situazioni sconvolgenti e domande di senso sollevate, “The Space In Between” non può non colpire gli spettatori, nonostante la discutibile scelta fatta dalla Nexo Digital di fare doppiare il film in italiano.Una ragione in più – per chi l’ha visto e per chi l’ha perso – di procurarsi, appena uscirà, il DVD che permetterà di ascoltare le voci originali sia dell’artista sia delle tante persone straordinarie da lei incontrate.  I prossimi appuntamenti della rassegna “La grande arte al cinema” vede protagonisti Botticelli (7-8-9 novembre), Hieronymus Bosch (13-14 dicembre), Segantini (17-18 gennaio) e Van Gogh (13-14-15 febbraio). Il consiglio è di non perderli.

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